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martedì 20 agosto 2013

“VENTO D’ESTATE” E TAGLIATELLE PREZZEMOLATE


“Ventod’estate”, giornate solari, profumi intensi e inconfondibili, come quelli dell’erba di un prato di montagna appena falciata dove spuntano tra i tanti aromi le note di camomilla.
 
Sembrerebbe la descrizione di una fragranza estiva.... ed invece sto parlando di un formaggio alquanto particolare che ho avuto il piacere di seguire da vicino, nelle fasi di affinamento e stagionatura alla “CaseariaCarpenedo. Affinatori”.
 
Un formaggio di latte vaccino a pasta dura che riposa all’interno di barrique dove viene affinato per non meno di 6 mesi, in un fieno di montagna appositamente tagliato a mano.
 
I profumi che si sprigionano quando si spezza per gustarlo sono inconfondibili e il sapore non delude certo le aspettative.
 
Un formaggio che si scopre un po’ alla volta e che conquista per la sua semplice complessità.
 
Un formaggio così, come la gran parte degli affinati, da il meglio di se in purezza accompagnato con del buon pane, un bicchiere di vino rosso o birra e niente più; tuttavia creare possibili connubi di gusto mi piace e queste tagliatelle sono così un soffio di “Vento d’estate”.
 

Ingredienti per 6 persone
 
500 gr di tagliatelle all’uovo
(se non le faccio fresche, una delle marche che apprezzo di più di pasta all’uovo per la loro consistenza sono le tagliatelle all’uovo della “Spinosi”)
90 gr di prezzemolo fresco
9 filetti di acciughe sott’olio
120 gr di formaggio “Vento d’estate” grattugiato
Olio extravergine d’oliva
 
Per la pasta nel caso la vogliate preparare fresca:
 
450 gr di farina 00
5 uova intere
un cucchiaio d’olio extravergine d’oliva
5 gr di sale

Mettete la farina a fontana sulla spianatoia, al centro mettete gli ingredienti amalgamandoli fino ad ottenere un impasto asciutto, ma elastico e ben liscio. Se serve aggiungete farina o acqua a seconda che sia troppo morbido o troppo asciutto. Avvolgetelo nella pellicola e fatelo riposare in frigorifero per 3 ore.

Tirate la pasta con la macchinetta e tagliate le sfoglie lunghe 15 cm. 

Fatele asciugare leggermente e procedete al taglio con l’apposita taglierina.
 
Due ore prima lavate il prezzemolo e asciugatelo bene, quindi tritatelo con le alici e mettete il trito così ottenuto in una ciotola e copritelo d’olio extravergine d’oliva, lasciando riposare il tutto fino al momento dell’utilizzo.
 
Cuocete le tagliatelle in acqua bollente salata, scolatele e saltatele velocemente in padella con la salsa di prezzemolo e acciughe, spolverizzate con la metà del formaggio e servitele nei piatti. Aggiungete su ogni porzione un’ultima spolverata del “Vento d’estate” rimasto e portate a tavola.






martedì 5 marzo 2013

SPAGHETTI DI GRANO SARACENO CON ACCIUGHE E LA ROTTA DEL BUON PESCATO

Dal 8 al 10 marzo a Treviso si terrà una manifestazione dedicata al "BUON PESCATO ITALIANO" , per scoprire, riscoprire e apprezzare una delle ricchezze più importanti del nostro paese, visto che fino a prova contraria, siamo circondati dal mare.
Tre giornate di degustazioni, convegni, incontri  con chi il mare lo vive a 360° portando ogni giorno sulle nostre tavole questi prodotti ricchi di gusto e nutrimento.
Tutte le info della manifestazione le trovate su www.buonpescatoitaliano.it

Seguendo il tema di riscoprire il pescato dei nostri mari,  ecco una  proposta per una pasta affatto originale, ma con tanto sapore e profumo.




domenica 29 luglio 2012

PASTA INTEGRALE ALLA SALSA PEPERONI E MANDORLE

"Pigra" non ci sono altre parole per definire il mio stato odierno. E così vivo la mia pigrizia fino in fondo. Avete già capito...

Conchiglie integrali spadellate con la salsa di "peperoni e mandorle" (sì..sì..quella che trovate nel post più sotto) e rifinite con della ricotta fresca di pecora.

Continuo ad indugiare nella mia pigrizia...

giovedì 17 maggio 2012

POMODORI SECCHI E SGOMBRO

Se abbiamo fretta, non vuol dire che dobbiamo necessariamente mangiare pane e formaggio.

Questo intruglio fatto di soli due ingredienti, molto gustoso e fresco è perfetto in quei momenti in cui non abbiamo tempo, ma ci farebbe piacere comunque stupire con qualcosa di "easy".



domenica 4 marzo 2012

FARFALLE ALLE VERDURINE




Non ci sono limiti all'impiego di queste verdurine, se non la nostra fantasia.

Si possono utilizzare per condire cous cous, cereali vari lessati, ma anche i legumi, oppure di complemento ad un'insalata di carne, nelle frittate.... insomma dove vi pare ci stanno.

Sono un ottimo condimento, perché gustoso e non grasso, infatti mi è stato suggerito molti anni fa da un biologo nutrizionista.

Questa volta io le ho utilizzate per condire una pasta integrale, ricche di fibre che fanno sempre bene, senza esagerare.

domenica 15 gennaio 2012

PIZZOCCHERI, NOCI E BASILICO

Chiedo subito scusa ai puristi della cucina regionale, del territorio, della tradizione.......mi verrebbe quasi da dire, per giustificarmi, che questa è una pensata  “fusion regional Italiana”, ma non cia’zecca gran che....o anche sì....insomma ho fatto una strappo alla regola della stagionalità e della tipicità...e devo dire, senza tanti sensi di colpa, che questo disordinato miscuglio di sapori, a-stagionale, mi è piaciuto molto.

Che possa ispirare qualche chef della Valtellina? Nel caso...fatemi sapere...



Ingredienti per 4 persone

250 gr di pizzoccheri della Valtellina
80 gr di foglie di basilico
50 gr di gherli di noce
60 gr di Bitto invecchiato grattugiato
olio extravergine d’oliva q.b
sale q.b

domenica 13 novembre 2011

MEZZELUNE ALLA ZUCCA E LA SFOGLIA DELLA SIGNORA ELIDE


Queste mezzelune alla zucca nascono da una mia esperienza abbastanza recente.
Qualche settimana fa sono stata a Valeggio Sul Mincio (VR), unendomi alla “Tavola Veneta”, ed ho seguito una lezione dimostrativa sulla preparazione dei “nodi d’amore” i tradizionali tortelli di Valeggio. Perché si chiamano “nodi d’amore”? 
A tal proposito c’è una bella leggenda, ma questa è un’altra storia...
Ritornando alla mia lezione, questa si è tenuta allo storico ristorante “Lepre”, dove da ben 60’anni, ossia da quando aveva 16’anni, c’è la Signora Elide che prepara con le sue mani “d’oro”, è doveroso dirlo, questi strepitosi tortelli.
La Signora Elide Ruberti all'opera
Dopo la dimostrazione dello chef patron Fausto Gottardi  su come preparare il ripieno e le istruzioni di Elide su come fare la sfoglia ed i tortelli, mi è venuta voglia di replicare...come sempre a modo mio.
Così ecco le mie mezzelune....per i tortelli ne riparliamo a Natale, oppure vi suggerisco,  se ne avete l’occasione di andare a Veleggio a scuola da Fausto ed Elide, scoprirete anche un borgo d’incanto in ogni stagione dell’anno.

Dosi per circa 60 mezzelune da 3 cm

Per la pasta

280 gr di farina 00
20 gr di semola di grano duro
3 uova intere

Per il ripieno

400 gr di zucca cotta a vapore o al forno
2 cucchiai di marmellata di mele cotogne
3 cucchiaini di senape di Dijone
40 gr di amaretti sbriciolati
50 gr di parmigiano reggiano grattugiato
2 cucchiaini di cannella
2 cucchiaini di noce moscata
pepe e sale.

Se l’impasto è troppo morbido aggiungete uno o due cucchiai di pane grattugiato
Disponete la farina a fontana su di una spianatoia, aggiungete le uova ed impastate fino ad ottenere una pasta liscia e soda.
Senza sale mi raccomando la Signora Elide è stata perentoria: niente sale nell’impasto, e dopo aver provato questa sfoglia, le do perfettamente ragione, resta talmente elastica che si tira come un velo senza fatica.
Fate riposare la pasta coperta da un canovaccio per mezz’ora circa.

Lavate la zucca, privatela dei semi e mettetela a cuocere a vapore o al forno a 180 °C finché è tenera.
Passatela al setaccio, quindi amalgamate tutti gli ingredienti e se l’impasto è troppo morbido aggiungete il pan grattugiato.

Riprendete la pasta e stendetela molto sottile o con il matterello o con la sfogliatrice.
Quindi prendete il coppa pasta e ricavate tanti cerchi, ponete un po’ di ripieno in mezzo e piegate a metà ottenendo le mezzelune, oppure utilizzate uno stampo da panzarotti. 
Badate a sigillare bene i bordi, premendo bene.

Cottura circa 3 minuti in acqua bollente.

Per il condimento, io ho utilizzato del semplice burro fuso.



Ristorante "Lepre", Via Marsala 5, Valeggio sul Mincio (VR), tel. 0457950011


mercoledì 5 gennaio 2011

PASTA E ZUCCA AL ROSMARINO




Noi Befane abbiamo sempre un gran da fare... ma in queste ore direi ancora di più; tra carbone, calze, dolci, voli ecc., ecc. 
Quindi questa ricettina mi è venuta in aiuto, nulla di speciale a dire il vero, se non il metodo di cottura, che magari non viene in mente.
Tuttavia, questa “ricettina” permette, se la zucca è buona, di avere un piatto saporito in poco tempo, senza sporcare tante stoviglie....e dite poco...





Ingredienti per 6 persone

400 gr. di pasta corta di semola di grano duro 
500 gr di zucca
1 scalogno
1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva
1 rametto di rosmarino
sale e pepe macinato fresco
Parmigiano Reggiano grattugiato a picere

Lavate la zucca, pulitela internamente dai semi e privetela della scorza, quindi tagliatela a cubetti.
Tritate lo scalogno e fatelo appassire in un ampio tegame con l’olio.
Aggiungete la zucca e copritela d’acqua, aggiungete un po’ di sale e fate cuocere per circa 15 minuti a fuoco moderato.
La zucca dovrebbe essere già morbida, quindi passatela con un frullatore ad immersione o schiacciatela con la forchetta.
Aggiungete la pasta, il rosmarino tagliuzzato finemente, sale, pepe e tanta acqua a coprire bene la pasta. Cuocete la pasta, sempre a fuoco moderato, per il tempo necessario; durante la cottura dovrà assorbire l’acqua in eccesso  e così si formerà la crema di condimento.
Se serve aggiungete acqua calda per ultimare la cottura della pasta.


Servite direttamente nei piatti, spolverate con il Parmigiano se gradite, e decorate con qualche fogliolina di rosmarino.

E con questa ricetta da Befana.... tanti auguri a tutte le amiche Befane appunto....

domenica 3 ottobre 2010

MACCHERONI ALLA CHITARRA AL POLPO



Ingredienti per 4 persone

1 polpo
400 gr di salsa di pomodoro
4 spicchi d'aglio interi
foglie di basilico, timo, origano
1 peperoncino secco
olio extravergiene d'oliva
sale

250 gr. di maccheroni alla chitarra



Lavate e pulite il polpo.
prendete un tegame dai bordi alti che contenga comodomante il polpo.
Versate sul fondo del tegame 4 cucchiai d'olio d'oliva, metette il polpo, gli spicchi d'alio, gli aromi, versate la salsa, salate e coprite con un coperchio.
Mettete il tegame sul fuoco più piccolo e al minimo, fate cuocere il polpo e raddensare il sugo; se serve prolungare la cottura del polpo aggiungete un po' d'acqua, dopo che lui ha perso la sua.
Quando il polpo è pronto, mettete a bollire in una pentola l'acqua, aggiustate di sale,  e cuocete i maccheroni alla chitarra, seguendo i tempi di cottura della confezione. A cottura, scolateli e ancora caldi versateli su di un ampio piatto. 
Versate sopra il polpo caldo, tagliato a pezzi e con il suo sugo, privato dell'aglio.
Porate in tavola e sporzionate. 

giovedì 23 settembre 2010

CONCORSO PASTA GAROFALO



Con la ricetta dei "Bigoli freddi alle acciughe e profumi dell'orto" partecipo al concorso indetto da Pasta Garofalo sull'onda del tema del prossimo salone del Gusto 2010 dal tema: cibo "cibo += territori".

Quale occasione migliore per riprendere questa ricetta così legata alle tradizioni della mia regione, il Veneto.
I "Bigoli in salsa" sono una delle ricette più amate della tradizione veneta e questa mia rivisitazione vuole sole aggiungere una nota fresca e colorata ad un piatto così armonioso di suo.

Mi raccomado allora partecipate in tanti, anzi tantissimi con le vostre ricette perchè il salone del Gusto aspetta anche noi foodblogger.

Ricapitolando:
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Per partecipare cliccate qui
E ora spazio alla ricetta




BIGOLI FREDDI ALLE ACCIUGHE E PROFUMI DELL’ORTO


Ingredienti per 6 persone

500 gr. di bigoli,
 160 gr. di cipolla fresca,
 80 gr. di carota

30 gr. di peperone rosso, 60 gr. di acciughe sott’olio, 50 gr. di prezzemolo
60 gr. di basilico, 1 spicchio d’aglio, olio extravergine d’oliva, sale q.b.


Preparazione

Lavate e mondate le verdure, mettetele nel mixer con lo spicchio d’aglio e tritate tutto finemente.
Lavate e asciugate il basilico ed il prezzemolo; tritateli separatamente.

In una larga padella mettete 4 cucchiai d’olio extravergine d’oliva a scaldare; quindi versate le acciughe, le verdure tritate, il basilico ed il prezzemolo, tenendo da parte un po’ di quest’ultimo.

Fate cuocere a fuoco vivo rimestando gli ingredienti in modo che si amalgamino bene con l’acciuga, aggiungendo uno o due cucchiai d’acqua se serve. Le verdure dovranno risultare asciutte e croccanti, quindi attenzione a non farle bruciare, quindi fate raffreddare.

Cuocete i bigoli in acqua salata bene al dente, quindi scolateli e fateli raffreddare sotto il getto d’acqua fredda, scolateli bene e versateli in una capiente insalatiera.

Unite le verdure, dell’olio extravergine d’oliva, un po’ del prezzemolo tritato precedentemente e mescolate bene gli ingredienti in modo che i bigoli prendano tutto il condimento, aggiustate di sale se serve.

Fate riposare i bigoli così conditi per un’ora e mezza o due, quindi serviteli, se gradite potete tenerli anche per mezzora in frigo, personalmente li preferisco a temperatura ambiente.

Vino abbinato Pinot Grigio

mercoledì 21 luglio 2010

PENNE RIGATE AL FARRO, MENTA E ZUCCHINE




Ingredienti per 4 persone

360 gr di penne rigate al farro (io ho utilizzato quelle di farro integrali)
1 scalogno
3 zucchine
250 gr di caciotta di capra
50 gr.di foglie di menta fresca
olio extravergine d'oliva
sale
pepe nero macinato fresco.



Cuocete la pasta in acqua bollente tenendola bene al dente, scolatela e fatela raffreddare sotto il getto d’acqua freddo, quindi mettetela in una insalatiera.

Mondate lo scalogno e le zucchine, tagliate il primo a fettine sottili e le seconde a tocchetti regolari, lavate le foglie di menta.

Mettete in una padella 3 cucchiai d’olio d’oliva, fate appassire o scalogno, aggiungete le zucchine e la menta, fate saltare per 10 minuti; se serve aggiungete un goccio d’acqua, ma non salate per evitar che le zucchine perdano la loro acqua.

Cotte le zucchine versatele nell’insalatiera con la pasta, aggiungete la caciotta di capra grattugiata, sale e pepe macinato fresco q.b., altri 2 cucchiai d’olio d’oliva e amalgamate tutti gli ingredienti.

Quindi prendete una pirofila, ungetela con dell’olio, versate la pasta condita e infornate a forno preriscaldato a 180°C finché la caciotta non inizia a sciogliersi.



Che mi piacciono le zucchine, chi mi segue, l’ha capito.
Il motivo per cui mi piacciono tanto è che sono una verdura versatile, si adatta bene ad essere abbinata a molteplici ingredienti, sono fresche ed in estate aiutano a rendere sfiziosi anche piatti semplici.
Oltre che allo zafferano, le zucchine si sposano bene con la menta, e così ho fatto questo matrimonio, una bella pasta al forno, da mangiare anche tiepida.




sabato 5 giugno 2010

BIGOLI FREDDI ALLE ACCIUGHE E PROFUMI DELL’ORTO



BIGOLI FREDDI ALLE ACCIUGHE E PROFUMI DELL’ORTO


Ingredienti per 6 persone

500 gr. di bigoli,
 160 gr. di cipolla fresca,
 80 gr. di carota

30 gr. di peperone rosso, 60 gr. di acciughe sott’olio, 50 gr. di prezzemolo
60 gr. di basilico, 1 spicchio d’aglio, olio extravergine d’oliva, sale q.b.





Preparazione

Lavate e mondate le verdure, mettetele nel mixer con lo spicchio d’aglio e tritate tutto finemente.
Lavate e asciugate il basilico ed il prezzemolo; tritateli separatamente.



In una larga padella mettete 4 cucchiai d’olio extravergine d’oliva a scaldare; quindi versate le acciughe, le verdure tritate, il basilico ed il prezzemolo, tenendo da parte un po’ di quest’ultimo.

Fate cuocere a fuoco vivo rimestando gli ingredienti in modo che si amalgamino bene con l’acciuga, aggiungendo uno o due cucchiai d’acqua se serve. Le verdure dovranno risultare asciutte e croccanti, quindi attenzione a non farle bruciare, quindi fate raffreddare.




Cuocete i bigoli in acqua salata bene al dente, quindi scolateli e fateli raffreddare sotto il getto d’acqua fredda, scolateli bene e versateli in una capiente insalatiera.




Unite le verdure, dell’olio extravergine d’oliva, un po’ del prezzemolo tritato precedentemente e mescolate bene gli ingredienti in modo che i bigoli prendano tutto il condimento, aggiustate di sale se serve.

Fate riposare i bigoli così conditi per un’ora e mezza o due, quindi serviteli, se gradite potete tenerli anche per mezzora in frigo, personalmente li preferisco a temperatura ambiente.

Vino abbinato Pinot Grigio


Ringrazio per il servizio di piatti Living 24



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Linguine in salsa di acciughe, peperoni e capperi

Polenta pasticciata ai sapori del mediterraneo


mercoledì 19 maggio 2010

TAGLIATELLE INTEGRALI AI BRUSCANDOLI


In questi giorni proprio non va, ho tolto il gesso e credevo che il più fosse passato, invece mi ritrovo piena di dolori alla spalla, che anche gli antidolorifici fanno fatica a far passare, non dormo di notte e quindi sono rintronata di giorno, ho accumulato stanchezza e le terapie invece di farmi star meglio, per il momento accentuano i dolori.
Unica nota positiva non devo essere operata e sto riprendendo mobilità in tempi discreti, peccato che ogni centimetro che guadagno in mobilità del braccio lo perdo in ore di sonno per i dolori.

Devo portare pazienza, me lo dicono tutti, non solo, ma anche quando i dolori forti spariranno, mi dovrò abituare per un certo tempo a convivere con dolori di fondo.
Nello sconforto generale, anche la cucina ne risente e se ci sono degli sprazzi di vivacità sono dovuti alla mia dolce metà, che per strapparmi un sorriso, si mette al posto mio in cucina un po’ per gioco un po’ per sfida, un po' per necessità.

Queste tagliatelle sono frutto appunto di uno di questi momenti di grande sconforto, ma il piatto ci è piaciuto e quindi ho deciso di postare la ricetta, sempre con il suo aiuto, come capita ormai da un mese a questa parte.




- Un mazzo di bruscandoli che ci facciamo Ale? Un riso?-
- Uffa sempre riso, certo semplice, cacci tutto in pentola!-
- Stai insinuando che sono uno che cucina cacciando tutto in pentola!? Bel coraggio! Dopo la mia pastiera, le mie salsicce e friarielli, la parmigiana... Visto che è così preparo una pasta. Vedrai il mio lato creativo. Dai che devo fare?-
- Scusa ma non è il tuo lato creativo? Vedi un po’ tu... Come pasta usa le tagliatelle integrali, secondo me il sapore un po’ “rude” della pasta integrale si bilancia bene con il sapore del bruscandolo.-
-Ok, spolverata di caprino stagionato?... scalogno soffritto ... spadellata... Ok, ok, già la vedo... ci penso io. Vatti a riposare! Quando è pronto ti chiamo.-




TAGLIATELLE INTEGRALI AI BRUSCANDOLI

Dosi per 2 persone

180 gr. di tagliatelle integrali
300 gr di bruscandoli (luppolo)
50 gr. di scalogno taglia a fettine sottili
50 gr. di formaggio caprino stagionato e grattugiato

olio extravergine d’oliva, sale


Lavate bene i bruscandoli, prendete dal fondo il gambo e con le dita sentite dove inizia ad essere tenero; da qui, eliminando la parte dura, spezzettate il gambo a tocchetti.
Mettete in una pentola tipo wook 2 cucchiai d’olio d’oliva e mettete sul fuoco a scaldate. Aggiungete lo scalogno e quando sarà appassito versate i bruscandoli a pezzettini; cucinate girando per 2 minuti e quindi aggiungete 70 gr. d’acqua e portate a cottura, aggiustando di sale.
Cuocete la pasta in acqua salata secondo le indicazioni del produttore, scolatela ben al dente, passatela sul wook e saltatela con i bruscandoli e 3/4 del pecorino. Sporzionate nei piatti e spolverate con il pecorino rimasto.

sabato 8 maggio 2010

LINGUINE IN SALSA DI ACCIUGHE, PEPERONI E CAPPERI E MENU CENETTA PER DUE...



Con questa ricetta e altre tre partecipo al contest di Giulia “UNA CENETTA GOURMET X 2 A SOLI... 15 EURO” del blog Rossa di Sera.



LINGUINE IN SALSA DI ACCIUGHE, PEPERONI E CAPPERI



INGREDIENTI PER 2 PERSONE

160 gr. di linguine di Gragnano

150 gr. cipolla bianca
30 gr. di acciughe sotto sale

1 falda di peperone rosso arrostito

1 falda di peperone giallo arrostito

2 cucchiaini di capperi sotto aceto
2 cucchiai rasi di pane grattugiato

olio extravergine d’oliva
foglioline di maggiorana fresca per guarnire.



PREPARAZIONE


Affettare finemente il cipollotto e mondate le acciughe sotto sale, lavandole accuratamente e lasciandole a bagno per un po'.

Soffriggere insieme la cipolla affettata finemente e le acciughe, liberate dalla lisca e fatte a pezzettini in mezzo decilitro di olio d'oliva, prima a fuoco vivo, senza coperchio, poi, quando la cipolla imbiondisce, aggiungete 3 cucchiai d'acqua, coprite e continuate la cottura a fuoco basso fino a quando, le cipolle e le acciughe avranno composto una salsa.

Aggiungete a questo punto le falde di peperone rosso e giallo tagliate a quadretti e i capperi risciacquati, amalgamate bene e togliete dal fuoco.


Cuocere le linguine bene al dente, quindi scolatele velocemente e trasferitele in una padella, aggiungete la salsa, spolverate con il pane grattugiato e spadellate la pasta affinché prenda bene il sugo.



Servite la pasta sui piatti e decorate con la maggiorana.




Voilà il mio menù per la cenetta a due ed il costo dei piatti.



Antipasto

Biscotto salato e lardo di Colonnata


Primo


Linguine in salsa di acciughe peperoni e capperi


Secondo


Filetto di cernia con panatura mediterranea
e misticanza


Dolce


Crème Broulée al limone



***




Ho pensato ad un antipasto simpatico anche da mangiare in piedi, mentre stiamo aspettando che cuocia la pasta, e magari il tuo “lui” si offre inaspettatamente a darti una mano...

Per 10 biscotti salati (la dose della ricetta va divisa per 4)


burro €. 0,40

1 uovo €. 0,20

zucchero €. 0,07
farina grano duro €. 0,07

farina di mais €. 0,08

mandorle €. 0,15
lardo di Colonnata 40 gr. €. 1,10


TOT. €. 2,07



Primo

Linguine in salsa di acciughe peperoni e capperi



Il costo è per i due piatti di pasta:

Linguine di Gragnano €. 1,05

cipolla €. 0,18
1 falda di peperone giallo

ed 1 di rosso €. 0,35

capperi €. 0,05
acciughe sotto sale €. 1,10

TOT €. 2,73






La dose della ricetta va divisa per 2 in tutto tranne che per la cernia che abbiamo 350 gr. invece di 400 gr, e ho aggiunto la misticanza come accompagnameto.


Filetto di cernia €. 6,80

pomodori €. 0,70

misticanza 150 gr €. 0,94


TOT €. 8,44






La ricetta è già per due persone

Latte €. 0,22

miele €. 0,40
uova €. 0,60
limone €. 0,51

TOT. €. 1,73


TOTALE MENU €. 14,97

E ora.... bonne soirée....

lunedì 4 gennaio 2010

LASAGNA DI CIPOLLE

La prima ricetta dell’anno nuovo è una di quelle che amo particolarmente, che mi ha dato tante sodisfazioni e di cui sono molto gelosa nonostante si tratti di una semplice lasagna. Ma la gioia che ho nel condividere le cose è troppo grande e così ecco qui la mia lasagna di cipolle. Potete farla nelle classiche teglie, a mono porzione come ho fatto per il pranzo di Natale oppure a lasagna aperta, sarà comunque una gustosa sorpresa.

LASAGNA DI CIPOLLE

Dosi per 10 persone

Per la pasta fresca: 420 gr di farina 00, 80 gr. di semola di grano duro, 3 uova intere e 2 rossi, sale, acqua pochissima se serve per l’impasto.

Per la farcitura: 1,7 Kg di cipolla bianca, 400 gr. di ricotta fresca 250 gr. di mascarpone 280 gr. di Montasio semistagionato gratuggiato, 6 cucchiai d’olio extravergine d’oliva, 1 foglia d’alloro, 1 cucchiaio d’aceto bianco, mezzo cucchiaino di noce moscata, sale.

Procedimento


La sera prima mondate le cipolle, tagliatele a fette di un centimetro, quindi mettetele in una bacinella e copritele d’acqua; dopo due ore buttate l’acqua, ricoprite nuovamente le cipolle con dell’acqua nuova e lasciatele riposare così tutta la notte.

Per preparare la pasta fresca, impastate a mano o con la planetaria tutti gli ingredienti, fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico che metterete in frigo a riposare avvolto nella pellicola trasparente.

Prendete una padella ampia e versate l’olio, quando sarà caldo aggiungete la cipolla a fette, scolata grossolanamente dell’acqua di ammollo. Fate andare a fuoco vivo per qualche minuto coprendo con un coperchio. Aggiungete la foglia d’alloro, l’aceto, il sale e continuate la cottura fino a che la cipolla non sarà appassita restando bella morbida, quindi spegnete il fuoco e lasciate raffreddare.

Intanto in una ciotola amalgamate insieme i tre formaggi, tenendo da parte 80 gr. di Montasio e insaporite con la noce moscata ed il sale.

Prendete la pasta fresca dal frigo e dividetela a pezzi di circa 60 gr., che terrete sempre coperti perché non secchino; quindi iniziate a tirare la sfoglia a velo col mattarello. Ritagliate la pasta della dimensione e forma desiderata.

Mentre tirate la pasta mette a bollire dell’acqua salata per sbolentarla e man mano che avrete le sfoglie pronte fatele cuocere per 5-6 minuti, scolandole bene ad una ad una e adagiandole su dei canovacci puliti, perché asciughino.

Una volta terminata la cottura della pasta prendete la teglia per la lasagna, oppure le pirottine a mono porzione, e tutti gli ingredienti preparati. Ungete con un po’ d’olio il fondo della teglia e ricopritelo con la pasta, quindi stendete su tutta la superficie una arte del composto di formaggio e sopra uno strato di cipolla; ricoprite il tutto con dell’altra pasta e così via ripetete l’operazione. L’ultimo stato a copertura stendete un velo di composto di formaggio e spolverizzate con il montasio grattugiato che avete precedentemente tenuto da parte.

Una volta pronta, informate la lasagna in forno preriscaldato a 180°C e cuocete fino a quando la superficie risulterà bella dorata.

Se invece preparate la lasagna per essere cotta il giorno dopo, bagnatela con qualche cucchiaio d’acqua di cottura della pasta, copritela con la pellicola trasparente e conservatela in frigo fino al momento della cottura.

Il vino che consiglio è un Legrein Rosato.


Protrebbero piacere anche...

Orzorisotto al radicchio di Treviso


martedì 8 settembre 2009

ELICHE AL FARRO CON MELANZANE E SALAMELLA




Questa pasta rappresenta una di quelle rare eccezioni dove uso la panna.

Non è che abbia antipatia per la panna utilizzata nel salato, è che ricordo sempre le parole del mio insegnante di pratica e tecnica di cucina :- Se un sugo ti viene male, se è salato o non sa da niente, se gli ingredienti deludono, se quello che hai preparato non è come avresti voluto, usa pure la panna e nessuno ti rimanderà indietro il piatto. Però mi piacerebbe pensare che non avrai in genere bisogno di questo "farmaco" da fornelli per le tue preparazioni; e che quando la userai lo farai proprio perché la struttura della preparazione lo richiede. -
Così dopo questo insegnamento tendo a non usare la panna e molto spesso modifico le ricette che la riportano sostituendola o eliminandola.

In questa pasta, dove comunque la quantità utilizzata è veramente minima, trovo che ci sta bene per ammorbidire il condimento, tuttavia mi sento come una bambina che ha commesso una “marachella”... con gusto.


ELICHE AL FARRO CON MELANZANE E SALAMELLA





Ingredienti per 4 persone

320 gr. di eliche al farro
300 gr. di melanzana tagliata a cubettini.
400 gr, di salamella tagliata a tocchetti
120 gr. di panna
7 cucchiai d’olio d’oliva extravergine
sale, pepe


Rosolate con l’olio d’oliva
i cubettini di melanzana per circa 5 minuti in una padella sufficientemente grande per spadellare poi la pasta.
Aggiungete i tocchetti di salamella, aggiustate di sale e pepe e continuate la cottura per circa 10 minuti.

Nel frattempo mettete a scaldare l’acqua della pasta, salate e quando bolle aggiungete la pasta stando attenti che deve cuocere restando bene “al dente”.

Versate nella padella con gli altri ingredienti la panna e qualche cucchiaio d’acqua di cottura della pasta, amalgamate bene il tutto e quando la pasta sarà cotta al punto giusto scolatela velocemente e spadellatela sul fuoco per qualche minuto in modo che prenda bene il condimento.

Servite subito e se gradite accompagnate il piatto con un Cabernet Soauvignon del Friuli.

lunedì 20 luglio 2009

FUSILLI AL KAMUT CON PESTO AL BASILICO, NOCI E PANE GRATTUGIATO.




Domenica ho preparato questa pasta apportando qualche modifica alla ricetta del pesto al basilico che faccio di solito e che ho descritto qualche settimana fa nella ricetta del grano spezzato.


FUSILLI AL KAMUT CON PESTO AL BASILICO, NOCI E PANE GRATTUGIATO.


Per la pasta per 6 persone

500 gr. di pasta al Kamut (se piace anche integrale) formato fusilli


Per il pesto al basilico e noci

350 gr. di basilico fresco
1 bicchiere d'olio d'oliva circa
meglio se Ligure o del Lago di Garda per il gusto più delicato

1 spicchio d'aglio
120 gr. gherigli di noci
50 gr. pecorino gratugiato
70 gr. di pane grattugiato sale grosso.


Lavate le foglie di basilico e fatele asciugare su un canovaccio bene.


Prendete il mortaio e iniziate a pestare lo spicchio d'aglio con qualche grano di sale grosso, quindi aggiungete le foglie di basilico un po' alla volta, quando si sarà formata una crema bella brillante aggiungete le noci, tenedone da parte 30 gr, il formaggio ed in fine l'olio della quantità opportuna per ottenere una crema della consistenza abbastanza morbida.


Mentre portate ad ebollizione l’acqua per cucinare la pasta, in una padella piccola fate dorare il pane grattugiato con i gherigli di noce che avete tenuto da parte e che avrete spezzettato grossolanamente.


Cucinate la pasta, salando l’acqua di cottura, secondo le indicazioni che troverete sulla confezione.

Quando la pasta sarà bene al dente, scolatela e versatela in una terrina capiente dove la condirete con il pesto; rigirate il tutto affinché i fusilli prendano bene il pesto; aggiungete il pane grattugiato con le noci, rimestate ancora e servite nei piatti la pasta decorandola con qualche altro gheriglio di noce.




Il vino che ho abbinato a questo piatto è un Bianchetta Genovese.

martedì 23 giugno 2009

PASTA CON IL SUGO ALLA NAPOLETANA

... Vi ho lasciato in sospeso con l'ultimo post, infatti vi ho raccontato del mio ragù, della carne, del sugo.... e la pasta?

Eccola qui la pasta



un colorato, profumato, g
ustoso piatto di pasta condito con quel meraviglioso sugo che è il ragù alla napoletana.

Se non siamo celiaci, credo che la pasta, comunque preparata o condita, sia il piatto nazionale più diffuso.





Sulla sua origine non ci sono certezze, anche se tante sono le tracce della sua presenza in epoche e popoli diversi.


Ancora una volta è l'etimologia che ci aiuta a capire l'inizio di questa storia di nome "pastasciutta".
La parola pare derivi dal greco "
pasth" che letteralmente vuol dire "farina mista a un liquido", che a sua volta deriva dal verbo "passein" impastare; in latino la parola diventa "pasta".
Quindi la pasta era conosciuta, non come siamo abituati a mangiarla noi, già dai Greci, dai Romani e dagli Etruschi che pare preparassero delle lasagne di farro, cereale molto diffuso nell'antichità.

Poi per secoli si perdono le tracce della pasta.


I cereali rappresentavano già da tempi remoti la base consolidata dell'alimentazione di molte popolazioni.
Indagini e studi di archeologia alimentare, evidenziano come nel bacino del mediterraneo si svilupparono coltivazioni di frumento, orzo, e farro, di avena nel Nord Europa e di segale nelle aree dei paesi anglosassoni. Molti popoli scelsero come base della loro alimentazione nel corso dei secoli i cereali e in tappe successive si arrivò alla macinazione dei chicchi, alla farina, all'impasto, alla sfoglia ed infine alla pasta.

Ecco che intorno all'anno Mille, riappare la pasta documentata in una ricetta, nel libro "De arte Coquinaria per vermicelli e maccaroni siciliani", scritto da Martino Corno, cuoco del Patriarca di Aquileia.

Qualche decennio più tardi, nel 1150, il geografo arabo Al-
Idrisi, al servizio di Ruggero II, riferisce che a Trabia, a 30 km da Palermo, "si fabbrica tanta pasta in forma di fili, ["tria" in arabo], che viene esportata in tutte le parti"; fili di pasta col buco, fatti al torchio e seccati all'aria aperta.
Ancor oggi, la parola "tria", derivata proprio da quei fili, designa la pasta fatta in casa in vaste aree della Sicilia e della Puglia.


Di certo la pasta era già ben conosciuta nei paesi arabi, dove ancora oggi si parla di "
makkaroni".
Da questi paesi il passaggio in Grecia e Sicilia, in quei tempi colonie arabe, è facile. In verità, gli Arabi portarono la pasta per tutto il bacino del Mediterraneo, ma soltanto in Italia essa si diffuse in maniera così straordinaria.

Come gli Arabi arrivarono alla pasta secca, è ancora un mistero, si presume, tuttavia, che dovendo rifornire le carovane durante i lunghi viaggi nel deserto per i commerci, avessero la necessità di un cibo non deperibile.


Le date non supporterebbero la teoria che fu Marco Polo a far conoscere la pasta nel 1295 portandola di ritorno dal suo viaggio in Cina, paese in cui questa era preparata prevalentemente con la farina di riso.
Quando Marco Polo rientrò in patria, la pasta era già conosciuta e consumata, oltre che prodotta, in varie zone della Penisola.


Tanti sono i riferimenti alla pasta che si trovano in vari scritti del Trecento e Quattrocento dal Boccacio, nel Decamerone, ai versi di Jacopone da Todi dove la cita esplicitamente" Chi guarda a maggioranza spesse volte si inganna. Granel di pepe vince per virtù la lasagna."

Bartolomeo Scappi nel suo libro di ricette (1570) consiglia di cucinare tagliatelle e maccheroni nel brodo o nel latte e di servirle con cannella e zucchero; mentre in un carteggio di un mercante dell'epoca si parla di ravioli fritti ripieni di carne, uova, formaggio e prezzemolo, spolverizzati di zucchero.

Tra 1400 e 1500 si diffonde in Liguria la produzione artigianale dei "
Fidei", antenata degli attuali "fidelini". Nel 1574 nasce a Genova la Corporazione dei Pastai, mentre tre anni più tardi, a Savona viene costituita la "Regolazione dell'Arte dei Maestri Fidelari".


All'epoca la pasta veniva venduta normalmente, ma era molto costosa. Le corporazioni dei pastai, sorte in varie città e borghi dell'epoca, si riservavano il diritto di produzione esclusiva, conservando gelosamente le ricette.

In tutta Italia iniziarono comunque a sorgere i primi pastifici, e così un po' alla volta divenne un cibo popolare.
Napoli, ad esempio, era un pastificio a celo aperto, le vie disseminate di pasta messa ad asciugare al vento e di venditori ambulanti che vendevano "maccheroni".


Si deve attendere il XVII
sec. per assistere a quello che sarà un vero e proprio cambiamento culinario quando, proprio a Napoli, la pasta incontra il pomodoro, arrivato dall’America. L'unione della pasta al pomodoro fa cadere le combinazioni dolce-salato che fino ad allora si utilizzavano in cucina.


Con l'invenzione della forchetta a quattro punte corte, pensata da Gennaro Spadaccini ciambellano di Ferdinando II di Napoli, per poter mangiare più facilmente gli spaghetti, la "pastasciutta" si eleva nuovamente a cibo di corte, oltre che popolare e conosce fortuna anche all'estero.

Con i primi dell'Ottocento, sempre a Napoli, inizia la prima produzione in forma industriale della pasta, ma questa è una' altra storia....