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sabato 9 giugno 2012

UOVA STRAPAZZATE MORBIDE AL POMODORO

Il contest della Pomì è ormai agli sgoccioli, mi piaceva tuttavia l'idea di utilizzare i loro prodotti per un'altra ricetta.

Come ho già detto li ho aprezzati molto; una lavorazione attenta del prodotto che lo mantiene fresco e dal sapore naturale.

La salsa di questa ricetta ha come altre che io amo proporre il dono della versatilità. 

Usatela per condire la pasta, pittosto che per accompagnare la carne alla griglia, oppure con le uova farcire una piadina, solo per darvi alcuni suggerimenti.

domenica 15 gennaio 2012

PIZZOCCHERI, NOCI E BASILICO

Chiedo subito scusa ai puristi della cucina regionale, del territorio, della tradizione.......mi verrebbe quasi da dire, per giustificarmi, che questa è una pensata  “fusion regional Italiana”, ma non cia’zecca gran che....o anche sì....insomma ho fatto una strappo alla regola della stagionalità e della tipicità...e devo dire, senza tanti sensi di colpa, che questo disordinato miscuglio di sapori, a-stagionale, mi è piaciuto molto.

Che possa ispirare qualche chef della Valtellina? Nel caso...fatemi sapere...



Ingredienti per 4 persone

250 gr di pizzoccheri della Valtellina
80 gr di foglie di basilico
50 gr di gherli di noce
60 gr di Bitto invecchiato grattugiato
olio extravergine d’oliva q.b
sale q.b

domenica 26 settembre 2010

SOUPE AU PISTOU



La zuppa al pistou è un piatto tipico della cucina provenzale.

Con tutte le varianti, come per ogni ricetta tradizionale che si rispetti, è un piatto molto amato, ma poco proposto nei ristoranti, perché rappresenta un po' l'anima intima, quella più casereccia e autentica della cucina provenzale; possiamo dire che ogni famiglia, paese, zona ha la sua ricetta di zuppa al pistou.

Questa zuppa, di per sé semplice nella preparazione,  è arricchita dal pistou, una salsa a base di basilico, che la rende profumata e appetitosa, tanto che potrebbe essere un bel piatto unico.

Sono i fagioli freschi, proprio di questa stagione che danno a questa zuppa rustica il suo carattere e la sua consistenza; certo si potrebbe fare anche con i fagioli secchi, ma meglio usare allora quelli freschi surgelati.


 
Rispetto alla ricetta tradizionale, in questa ci sono due varianti che voglio evidenziare nel caso qualcuno desiderasse non avvalersene.
 
La prima riguarda i fagioli, la zuppa vorrebbe una parte di borlotti ed una parte di canellini che in Provenza si trovano anche freschi al mercato, mentre qui non li ho mai visti e pertanto io utilizzo solo quelli che trovo freschi.
 
La seconda riguarda la carne, la zuppa “tradizionale” vorrebbe che si cucinasse insieme con le verdure uno stinco di maiale, precedentemente sgrassato con mezz'ora di bollitura a parte in acqua salata e poi trasferito nella pentola della zuppa; però ormai sono pochi quelli che mantengono questa usanza e per lo più si utilizza del guanciale, prosciutto cotto o della polpa di maiale.
 


Resta comunque una splendida zuppa, da gustare in particolare a fine estate, quando le verdure estive lasciano spazio ai profumi e sapori autunnali, e nelle prime sere fresche qualcosa di caldo ci porta dolcemente verso il torpore dell'autunno che si fa strada.   

Ingredienti per 6/8 persone
 
80 gr di guanciale
300 gr di fagioli freschi sgranati
200 gr di fagiolini
2 patate medie (farinose)
4 zucchine medie
1 carota piccola
100 grammi di pasta corta
sale e pepe
salsa pistou per condire.
 

Mettete i fagioli in una pentola e copriteli d'acqua fredda e fateli bollire.
Lavate e mondate i fagiolini, tagliateli poi a tocchetti.
Lavate e sbucciate le patate e tagliatele a dadini.
Mondate le carote e tagliatele o tocchetti.
Sbollentate i pomodori, raffreddateli, pelateli, priveteli dei semi e tagliateli listarelle.
Lavate e mondate le zucchine, quindi tagliatele a pezzi non troppo grandi.
Tagliate il guanciale a listarelle.
Mettete tutti questi ingredienti nella pentola dove stanno cuocendo i fagili, aggiustate di sale e pepe  fate cuocere per circa tre quarti d'ora a fuoco basso, coprendo la pentola a metà e rimestando di tanto intanto.
Aggiungete la pasta corta, continuate la cottura finché questa non sia ben cotta.
Ritirate la pentola da fuoco, versate nei piatti, aggiungete il pistou e gustate la zuppa.
Buona anche tiepida e più leggera senza pasta.
Ricordate che i cereali assieme ai legumi ne fanno un piatto unico ricco di proteine, come fosse un piatto di carne, perché sono presenti tutti gli aminoacidi essenziali.

PISTOU

Il pistou è una salsa  a base di basilico, diversa dal pesto alla genovese, ma sicuramente influenzata da questo.

Il pitou può essere utlizzato non solo nella zuppa, ma anche per condire pasta o riso, nelle insalate, con il pane tostato o verdure grigliate o al vapore.
 
Quindi un'ottima base per dar spazio alla nostra fantasia con gusto.
 
Come la tapanade, così anche il pistou si fa al mortaio ed è un vero rito, ci si prende tutto il tempo che serve per lavorare gli ingredienti con il pestello ed ottenere questa salsa dalla consistenza pastosa.
 
Oggi i mixer aiutano notevolmente in cucina e permettono in poco tempo di ottenere un buon risultato comunque.
 

Ma se avete voglia cimentatevi con il mortaio, alla fine sarà un vero piacere.
 
Ingredienti
 
2/3 spicchi d'aglio sbucciato
un mazzetto di basilico
3 pomodori medi maturi
50 gr di gruyère, o formaggio olandese
           o parmigiano grattugiato
5/6 cucchiai d'olio estravergine d'oliva.
 

Che utilizziate il mortaio od il mixer questa è la sequenza degli ingredienti.
Tritate o pestate l'aglio con un po' di sale.
Aggiungete il basilico, con ancora un po' di sale e tritate, quindi aggiungete il resto del basilico ottenendo una crema.
Sbollentate i pomodori, fateli raffreddare, sbucciateli e privateli dei semi, aggiungeteli alla crema di basilico e mixateli insieme, pepate leggermente.
Aggiungete il formaggio e l'olio d'oliva. Amalgamate bene e aggiungete del sale se serve.ll pistou si può conservare in frigorifero in un contenitore ermetico per tre giorni.

sabato 5 giugno 2010

BIGOLI FREDDI ALLE ACCIUGHE E PROFUMI DELL’ORTO



BIGOLI FREDDI ALLE ACCIUGHE E PROFUMI DELL’ORTO


Ingredienti per 6 persone

500 gr. di bigoli,
 160 gr. di cipolla fresca,
 80 gr. di carota

30 gr. di peperone rosso, 60 gr. di acciughe sott’olio, 50 gr. di prezzemolo
60 gr. di basilico, 1 spicchio d’aglio, olio extravergine d’oliva, sale q.b.





Preparazione

Lavate e mondate le verdure, mettetele nel mixer con lo spicchio d’aglio e tritate tutto finemente.
Lavate e asciugate il basilico ed il prezzemolo; tritateli separatamente.



In una larga padella mettete 4 cucchiai d’olio extravergine d’oliva a scaldare; quindi versate le acciughe, le verdure tritate, il basilico ed il prezzemolo, tenendo da parte un po’ di quest’ultimo.

Fate cuocere a fuoco vivo rimestando gli ingredienti in modo che si amalgamino bene con l’acciuga, aggiungendo uno o due cucchiai d’acqua se serve. Le verdure dovranno risultare asciutte e croccanti, quindi attenzione a non farle bruciare, quindi fate raffreddare.




Cuocete i bigoli in acqua salata bene al dente, quindi scolateli e fateli raffreddare sotto il getto d’acqua fredda, scolateli bene e versateli in una capiente insalatiera.




Unite le verdure, dell’olio extravergine d’oliva, un po’ del prezzemolo tritato precedentemente e mescolate bene gli ingredienti in modo che i bigoli prendano tutto il condimento, aggiustate di sale se serve.

Fate riposare i bigoli così conditi per un’ora e mezza o due, quindi serviteli, se gradite potete tenerli anche per mezzora in frigo, personalmente li preferisco a temperatura ambiente.

Vino abbinato Pinot Grigio


Ringrazio per il servizio di piatti Living 24



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domenica 21 marzo 2010

PESTO GENOVESE E TASTE


L’esperienza di Taste è stata particolare, non solo per tutto quello che vi ho trovato, ma anche perché ho potuto condividerla con due care amiche: Daniela, che già conoscete per le sue eleganti ricette, e Alessia blogger d’eccezione con il suo “Timo e maggiorana”.



La loro compagnia ha reso ancora più divertente ed interessante il contesto, ricco comunque di molti momenti particolari, come ad esempio l’evento legato al Campionato Mondiale di Pesto genovese al mortaio.




La finale del Campionato Mondiale si è tenuta ieri a Genova e, per la gioia dei genovesi, il titolo è tornato in loro mani, grazie alla bravura del vincitore il genovese Federico Ferro.

Ma a Taste, si è tenuta l’ultima eliminatoria per il Campionato, regalandoci così in “anteprima” l’emozione di questo tipo di gara, a cui molto coraggiosamente ha partecipato anche Daniela piazzandosi al terzo posto.

Nove concorrenti, quattro giudici rappresentanti di importanti realtà del settore agroalimentare, tanto entusiasmo e curiosità per il pesto genovese, hanno animato questa allegra competizione.

I contendenti si sono cimentati a preparare il Pesto sotto la guida attenta e premurosa di Roberto Panizza e Sergio di Polo per dell’associazione Palatifini, e la supervisione di Davide Paolini.


Sette esattamente sono gli ingredienti del Pesto genovese: basilico, sale, pinoli, parmigiano reggiano, fiore sardo, aglio, olio extravergine d’oliva; e poi ingrediente aggiuntivo e non secondario, tanta energia per farlo, in quanto la lavorazione deve essere il più possibile breve per evitare l’ossidazione degli ingredienti.

Altra cosa importante è il tipico mortaio di marmo di Carrara ed il pestello di legno, per ottenere la giusta consistenza.

Interessante è stato scoprire che non esiste “Il Pesto”, ma ogni genovese o ligure in generale ha il suo, ognuno con i suoi segreti nella sequenza di lavorazione e nelle dosi dei singoli ingredienti.

Per i dettagli sulla ricetta vi rimando al sito dell’associazione http://www.pestochampionship.it/, perchè bello e pieno di notizie interessanti anche storiche, che merita di essere visitato da tutti gli appassionati di Pesto genovese.

Iniziata la gara, dopo pochi minuti l’aria profumava già di basilico e mentre io ed Alessia ci scatenavamo a fare foto, Daniela si dava da fare con il mortaio.

Bravi tutti i partecipanti, per la giuria non è stato facile decidere quale era il pesto migliore per consistenza, armonia e sapore.


Come si dice “l’importante è partecipare” e la soddisfazione di Daniela, per il suo terzo posto e attestato di partecipazione , non lasciano dubbi su questa massima.













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Il basilico re dell'estate in cucina
http://timoemaggiorana.blogspot.com/2010/03/il-viaggio-del-gusto-taste.html

lunedì 15 giugno 2009

Il basilico re dell'estate in cucina


Per me il basilico in cucina è sinonimo d’estate.
Mi piace usarlo fresco per cogliere al meglio il suo profumo ed il suo inconfondibile sapore; mi piace per il suo colore, così verde che risalta nelle pietanze e nei piatti, come decorazione, fa la sua figura; difficilmente lo impiego in altre stagioni, se non vi è un’assoluta necessità, perché lo trovo una nota stonata che non si armonizza con i sapori dell’autunno o dell’inverno.


Come molte erbe aromatiche che utilizziamo in cucina, anche il basilico è originario dell’India e delle regioni tropicali e calde dell’Asia, quindi con sorpresa ho scoperto che non è una tipicità solo mediterranea, ma si trova anche nella cucina di quei paesi.
Già conosciuto in antichità, i Greci lo consideravano una pianta molto particolare; il nome “basilico” deriva dal greco “basilicos” (reale) e letteralmente significa “profumo dei re” ed ai reali i Greci riservavano questa pianta.
E’ grazie ai Romani che il basilico si diffonde nel mediterraneo, giungendo attraverso i secoli fino a noi, grazie anche alla sua fama di pianta preziosa e salutare; molte risultano essere le sue applicazioni fito-terapiche e nella medicina naturale.
Quello che amo del basilico è il suo profumo fresco, penetrante e pungente, facilmente riconoscibile anche a cotto; il suo sapore si lega bene tanto con le verdure che con i formaggi, le uova, i cereali ed anche la carne.

Bastano veramente poche foglie per profumare e dare un sapore diverso alla solita insalata, piuttosto che alla frittata.

Ed è appunto questa la ricetta che vi propongo, nata dalla necessità, per una cena d’estate, di dare una nota diversa ad una semplice frittata di zucchine.


Frittata di zucchine al basilico.

Dosi per 8 persone.

1 kg di zucchine
12 uova
1 cipollotto fresco di tropea
200 gr di basilico sale, pepe nero, olio d’oliva

Pulite e tagliate a cubetti le zucchine e a fettine tagliate il cipollotto; lavate e asciugate le foglie di basilico spezzettandole poi con le mani e tenetondo da parte delle foglie intere.

Prendete la padella dove cucinerete la frittata, versatevi tre cucchiai d’olio, mettete il basilico spezzettato, il cipollotto affettato e fate andare a fuoco vivace, aggiungete le zucchine, fate riprendere calore, fatele rosolare un po’ e poi aggiungete un bicchierino d’acqua.

Salate e continuate a cuocete a fuoco vivace facendo asciugare le zucchine che cuociano restando sode.


Spaccate le uova in una terrina metteteci il sale e del pepe nero macinato e sbattete energicamente con la frusta in modo che incorporino bene l’aria.


Versate le uova nella padella sopra le zucchine che avete cotto in precedenza, mettete al centro le foglie di basilico che avete tenuto da parte a decorazione, coprite con un coperchio e fate cuocere la frittata.


Una volta cotta lascitela intiepidire prima di servirla nel piatto da portata.

In questa frittata volutamente non ho messo il formaggio, sia per non coprire il sapore delle zucchine, sia per non appesantire la ricetta così fresca, leggera e saporita di suo.




Il vino che ho proposto con questo piatto è stato il Verdicchio di Jesi.