Visualizzazione post con etichetta carne. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta carne. Mostra tutti i post

martedì 31 dicembre 2013

ULTIMA RICETTA 2013: BONDIOLA CON VARIAZIONE DI MOSTARDA DI RADICCHIO ROSSO DI TREVISO IGP


Ecco l’ultima proposta di quest’anno che scivola via lentamente un po’ a fatica. 

C’è sempre chi non si lamenta o non si può lamentare, però diciamolo chiaramente, per esorcizzare questo 2013, che è stato un anno difficile e che sia finito....non mi dispiace affatto!



Non posso che augurarmi un 2014 migliore, più prospero e sereno per tutti certo, ma in particolare per chi in questi ultimi 5 anni più o meno ha vissuto una crisi in costante crescita, nonostante quello che veniva raccontato.
 

Però si sa che il cambiamento è un processo lento e deve essere condiviso per vederne i suoi effetti a livello collettivo.

E da dove si può partire, affinché ognuno nel suo ambito possa dare un contributo reale verso un nuovo sviluppo, se non dal territorio in cui viviamo?

Il Territorio non è solo prodotti alimentari e vino, ma è arte, sport, bellezze naturali, ecc., tutte realtà che se valorizzate in sinergia e con progetti mirati, e non progetti pilotati da chissà quali fini, possono dare slancio e nuova linfa vitale.

Piccole esperienze vissute quest’anno, mi fanno ben sperare e quindi sono ottimista che un nuovo modo di “pensare al Territorio” si stia sviluppando piano piano proprio dalla base,  tra chi questo territorio lo vive in prima persona giorno dopo giorno o per lavoro, o per passione o per volontariato o per inseguire semplicemente un sogno.

La parola Territorio di per se non dice nulla, è il contenuto che noi associamo nel nostro immaginario che le da valore ed importanza. Quale Territorio vogliamo ritrovarci fra 10 anni?

E dopo queste riflessioni mi sembra giusto arricchire gli auguri per un FANTASTICO 2014 A TUTTI con una proposta gastronomica, questo è il mio ambito, da servire anche al momento del brindisi e dedicata al mio territorio: la provincia di Treviso.


La “bondiola” è un insaccato tipico che viene prodotto in particolare per le festività natalizie.
Rispetto al musetto, che richiama, ha una forma tondeggiante e carni più magre e ricche, in quanto contiene più testa e muscoletto che cotenna.

Quella utilizzata è della “Macelleria Stecca” di Treviso che confeziona ancora salumi ed insaccati in modo artigianale e se avete qualche curiosità sui salumi o sull’utilizzo dei tagli di carne, Valter Stecca lo trovate al banco della sua macelleria.

Il Radicchio Rosso di Treviso IGP è tra le più note espressioni della terra in cui vivo, viene coltivato in 24 comuni, alcuni di questi si trovano nelle province di Padova e Venezia, confinanti però con la provincia di Treviso.

IGP perché? Perché la produzione del Radicchio ha varie fasi ed è complicata più di quanto si possa pensare (vedete qui)...ve lo racconterò... pertanto le aziende aderenti al Consorzio di tutela garantiscono che tutte le fasi di produzione, dettate dallo stretto disciplinare, siano seguite e vi assicuro che per questo prodotto in particolare la differenza c’è.

A questo proposta si può abbinare un metodo classico, meglio se di Raboso.




BONDIOLA CON VARIAZIONE DI MOSTARDA DI RADICCHIO ROSSO DI TREVISO IGP

Ingredient
Bondiola o musetto in sostituzione; per la mostarda servono Radicchio Rosso di Treviso, senape in polvere, olio extravergine d’oliva, aceto di vino rosso, vino rosso, zucchero di canna, acqua, sale; per la sfoglia che sostiene la mostarda e la fetta di bondiola servono 200 g di farina 50 g di farina integrale, 100 g di burro, 1 uovo intero, sale e acqua a sufficienza per mantenere l’impasto morbido.


BUON 2014 A TUTTI!

mercoledì 23 maggio 2012

TERRINA DI CARNI MISTE

Ecco un’altra terrina di carne, perfetta per la stagione estiva da servire anche a temperatura ambiente, se non la volete presentare tiepida.

Le terrine inoltre acquistano sapore riposando, quindi potete prepararla anche 2-3 giorni prima, conservandola in frigo nella parte più fredda.

lunedì 19 marzo 2012

TERRINA DI FARAONA

Una terrina facile da fare, economica e raffinata che potete inserire in vari tipi di menu’; potete accompagnarla con del pane caldo, delle verdure fresche o al vapore, comunque la presenterete vi darà grandi soddisfazioni.

Ingredienti per 6 persone  

600 gr di petto di pollo
400 gr di polpa di faraona a pezzetti
200 gr di carota 
100 gr di scalogno 
100 gr di sedano 
30 fettine di guanciale tagliato fine 
3 cucchiaini di 4 spezie 
30 gr di cognac 
2 cucchiai di rosmarino e timo tritati freschi 
4 cucchiaini di agar agar 
sale e pepe 

domenica 17 luglio 2011

VITELLO TONNATO ESTIVO




Questa versione di vitello tonnato è un mix di tante ricette raccolte e provate nel corso del tempo.

Di per se il vitello tonnato è una tipica ricetta della cucina piemontese, e come tutte le ricette antiche ha subito molte varianti a seconda dei luoghi e dei tempi; la stessa ricetta proposta dall'Artusi nel suo "La scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene" è molto diversa da quel vitello tonnato che siamo asuefatti a vedere affogato, poverino, nella salsa tonnata a base di maionese, almeno qui dalle mie parti.

La nota veramente diversa di questa ricetta è data dal peperone e dal succo di limone.


INGREDIENTI PER 6 PERSONE

700 gr di magatello di vitello
vino bianco 0,5 l
50 gr di scalogno
100 gr carota
100 gr di sedano
una falda di peperone
200 di tonno sott’olio
qualche filetto di alici sott'olio
40 gr di capperi dissalati
il succo di mezzo limone
olio extravergine d'oliva
sale e pepe



Mondare scalogno, sedano e carota.

Mettere a rosolare in un tegame con 3 cucchiai d'olio il magatello da tutti i lati, quindi aggiungete la carota, il sedano, il peperone e lo scalogno a pezzi, bagnate con il vino un bicchiere d'acqua, il succo di limone, salate e fate cuocere a fuoco moderato per 50 minuti, aggiungendo se serve un altro po' di vino bianco e acqua.

Aggiungete il tonno sott'olio sgocciolato, le alici ed i capperi e fate cuocere per altri 10-15 minuti.

Terminata la cottura togliete il magatello dalla pentola e fatelo raffreddare.

Passate il fondo di cottura al frullatore, una volta freddo e se volete aggiungete uno o due cucchiai di maionese.

Tagliate la carne a fettine o a cubotti e disponetela su un letto di misticanza quindi un po' di salsa.







mercoledì 29 giugno 2011

SAOR DI "CARNI BIANCHE"



Ho volutamente usato il termine "carni bianche", perché il saor, che per me rappresenta più una tecnica che una ricetta, può essere fatto con vari tipi di carni ed in particolare con tutte le carni bianche, ma anche con le verdure oltre che nella classica versione col pesce.
In estate mi piace molto, perché è fresco, pratico in quanto dura vari giorni in frigo, e a seconda di come viene proposto, può essere un piatto posizionato in vari punti del menù dall'aperitivo, al secondo o piatto unico...o....




Ingredienti per 6 persone

700 gr di petto di gallina o una gallina da 1kg
1,5 kg di cipolle bianche fresche
3 carote
1 gambo di sedano bianco
2 zucchine medie
30 gr di pinoli
50 gr di uvetta
2 bicchieri e di aceto bianco
150 gr d' olio extravergine d’oliva
1 foglia di alloro
2 chiodi di garofano
2 bacche di ginepro
5 grani di pepe nero
sale q.b.




Tagliate la gallina in parti, cercate di privarla il più possibile della pelle quindi mettetela in una pentola capace, copritela d’acqua, aggiungete 1 cucchiaio di sale grosso, una carota, una cipolla, un pezzo della costa di sedano, la foglia d'alloro, i chiodi di garofano, le bacche di ginepro ed i grani di pepe nero.
Fatela lessare fino a quando la polpa tenderà a togliersi dall'osso, a questo punto sgocciolate i pezzi di gallina dal liquido, tenendo da parte gli aromi, disossatela recuperando tutta la carne.
Nel frattempo mondate le verdure, poi affettate le cipolle finemente e tagliate le carote e le zucchine  a bastoncino.
Mettete in un ampio tegame l’olio d’oliva e quando sarà caldo aggiungete le cipolle a stufare, salate e cuocetele, facendo attenzione che non diventino scure. Quando saranno quasi cotte aggiungete l’aceto, l'uvetta e gli aromi recuperati dal brodo di cottura; fate insaporire per qualche minuto. Togliete quindi le cipolle dalla padella e fatele raffreddare a parte.
Nella stessa padella che avete cotto le cipolle, aggiungete un altro po' d'olio, quindi fate saltare le altre verdure. Una volta cotte anche queste, toglietele dal fuoco e fate le raffreddare.
Disponete in una ciotola a strati alterni le fette la cipolla, le altre verdure, i tocchetti di carne di gallina, aggiungete i pinoli, terminando l’ultimo strato con le cipolla; quindi riponete in frigo e fate riposare almeno per un giorno.

domenica 29 maggio 2011

CUBOTTI DI LONZA DI MAIALE ALLA SENAPE AROMATICA




Questo modo di cucinare il maiale l’ho imparato dalla sorprendente Nadia Santini.
La sua ricetta “Costine di Maiale con salsa alla diavola” e una di quelle che tengo sempre in mente, perché di sicuro effetto e riuscita oltre che di estrema semplicità.
Poi nel corso del tempo ho sperimentato lo stesso modo di cucinare il maiale con altri tagli di carne ed aromi, rendendomi conto che qualunque fosse la parte del maiale presa stinco, filetto o altro, il risultato era sempre una carne morbida e saporita.
Così, quando mi serve avere della carne di maiale da utilizzare come base per altre preparazioni, utilizzo quasi sempre questo sistema di cottura.
Nel caso specifico la lonza di maiale è un taglio un po’ asciutto, ma preparata così, resta sufficientemente umida, e quindi tagliata a fettine fini è veramente deliziosa.
Qui mi sono divertita ad abbinarla ad una senape aromatica, ottenendo un piatto fresco da gustare con delle belle fette di pane casereccio.

Ingredienti per 6 persone

800 gr di lonza di maiale
50 gr d’oliva
succo di un limone
timo, origano e rosmarino freschi o secchi
acqua
sale e pepe


Per la salsa

180 gr di senape di Dijon delicata
2 cucchiaini di aceto balsamico
2 cucchiai di succo d’arancia
olio extra vergine d’oliva
sale




 
Legate la lonza di maiale con uno spago perché non perda la forma durante la cottura, adagiatela in un tegame dai bordi alti, mettete tutti gli ingredienti a freddo e coprite la carne d’acqua, coprite con un coperchio e mettete a cuocere a fuoco moderato.
Cucinate la lonza, girandola di tanto in tanto, fino a quando l’acqua sarà evaporata.
Lasciatala raffreddare, quindi tagliatela a fette alte 3 centimetri e poi a cubotti.

Preparate la salsa alla senape emulsionando tutti gli ingredienti insieme, quindi prendere 6 ciotoline, versate un po’ di salsa e adagiate sopra i cubotti di lonza di maiale, oppure servite come vi suggerisce la vostra fantasia.

sabato 8 gennaio 2011

INSALATA DI CAPPONE AI DUE RADICCHI DI “MARCA"



Il Natale non è Natale senza il brodo con i tortellini, se poi il brodo è di cappone allora è proprio festa, perché a casa mia il cappone è usato solo in questo periodo.
 
Tradizione così rispettata anche quest’anno, e con la carne avanzata dal brodo ho preparato a Santo Stefano questa leggera insalata con radicchio rosso di Treviso e radicchio variegato di Castelfranco. Quest'ultimo non riscuote tutta la popolarità del fratello maggiore, ma vi assicuro che è una vera prelibatezza.
 
Il colore delle sue foglie è bianco-crema con variegature distribuite in modo equilibrato su tutta la pianta con  tinte diverse dal viola chiaro al rosso vivo.  Il sapore delle foglie è dal dolce al gradevole amarognolo molto delicato, e a differenza del radicchio di Treviso la foglia è leggera e meno spessa.
 

Ingredienti per 6 persone

700 gr di carne di cappone lesso
2 o 3 cespi di radicchio rosso di Treviso a seconda della dimensione
1 o 2 cespi di radicchio variegato di Castelfranco
Olio extravergine d’oliva
1 cucchiaio o più di crèn a seconda dei gusti
sale e pepe

Tagliate a pezzetti il cappone e mettetelo in una insalatiera.
Mondate i cespi di radicchio; la vate le foglie asciugandole poi bene, quindi tagliate a pezzetti quello rosso di Treviso ed a listarelle quello di Castelfranco, aggiungendoli alla carne di cappone.
In una piccola ciotola preparate il condimento emulsionando l’olio extravergine d’oliva con il sale, il pepe ed il crèn e condite l’insalata.

Con questo post partecipo al contest di Giallo Zafferano e Lo scrigno delle bontà "Ricette con gli avanzi" 

mercoledì 1 dicembre 2010

BRACIOLE DI VITELLO CON FUNGHI E PINOLI




Ritorno dopo un mese con un’altra ricetta provenzale, che ho tenuto da parte proprio per questo periodo.
Prendete nota, potete utilizzare il procedimento per cuocere ogni tipo di carne bianca ed il risultato sarà un piatto raffinato e semplice che farà bella figura anche sulla tavola dei giorni di festa ormai vicini.
Se invece utilizzate dei bocconcini, potrete ottenere un bel antipasto o finger food, da presentare a cucchiaio o in vassoio a buffet per il veglione di capodanno, per esempio, potendo ottenere grandi quantità con poco lavoro.




Ingredienti per 6 persone


300 gr di funghi champignon
40 gr di burro
6 braciole di vitello od altro tipo di carne bianca (molto indicato è anche il pollo)
80 gr di cognac
70 gr di burro
125 gr di panna liquida
sale e pepe nero macinato fresco
prezzemolo per decorare




Fate fondere il burro in un ampio tegame messo sul fuoco moderato.
Fate dorare le braciole di vitello nel burro caldo per 5 minuti da ambo i lati, quindi toglietele dalla pentola e tenetela da parte giusto il tempo di togliere il grasso di cottura.
Rimettete le braciole nel tegame, sempre a fuoco moderato; versate il cognac e continuate la cottura.
Aggiungete 100 gr d’acqua, i funghi, la panna liquida ed i pinoli e fate riprendere la cottura a fuoco vivace, ma poi riabbassatelo così da far si che il liquido evapori lentamente.
Rigirando di tanto in tanto, continuate a cuocere a tegame coperto per altri 10 minuti circa.


Servite sui piatti con il prezzemolo a decorazione.

lunedì 26 luglio 2010

LINGUA IN SAOR





Questa ricetta si richiama a quella ben più famosa delle "sarde in saor".
Credo si tratti della più tipica tra le ricette della cucina Veneziana.
Per la storia di questo piatto vi rimando al sito "cucinaveneziana.net" semplicemente perché è così ricco di notizie che merita veramente di essere letto dai curiosi appassionati.
Ma il saor può essere usato anche per la carne, ed è da qui che nasce la mia proposta.
Potete tagliare la lingua a fettine, oppure a cubetti come ho fatto io per servirla nei bicchieri, simpatica e fresca idea per queste giornate calde.

LINGUA IN SAOR


DOSI PER SEI PERSONE


1 lingua di manzo

2 kg. di cipolle bianche fresche

2,5 dl di aceto bianco

1 dl di olio extravergine d’oliva

2 foglia di alloro

3 chiodi di garofano

5 bacche di ginepro

5 grani di pepe nero

sale q.b.



Mettete la lingua di vitello in una pentola capace, copritela d’acqua, aggiungete 1 cucchiaio di sale grosso e gli aromi.

Fatela lessare per circa 2 ore, la lingua sarà cotta quando, togliendola dall’acqua e pungendola con una forchetta, si forerà facilmente senza lasciar fuoriuscire liquido.

Quando la lingua sarà cotta, toglietela dalla pentola, asciugatela con un panno e lasciatela raffreddare a temperatura ambiente.

A questo punto spellatela e affettatela piuttosto sottile.

Nel frattempo mondate e affettate le cipolle finemente.

Mettete in un ampio tegame l’olio d’oliva e quando sarà caldo fate stufare le cipolle, salate e aggiungete pochissima acqua se serve. Fate attenzione che le cipolle non diventino scure, quando sono quasi cotte aggiungete l’aceto; spegnete e fate raffreddare.

Disponete in una pirofila a strati alterni le fette di lingua od i cubetti e la cipolla, terminando l’ultimo strato con le cipolla; quindi riponete in frigo e fate riposare da 1 a due giorni.





sabato 12 giugno 2010

PETTO D’ANATRA IN SALSA D’ALBICOCCA





PETTO D’ANATRA IN SALSA D’ALBICOCCA



Dosi per 6 persone


1 kg. di petto d’anatra, 1 cipolla bianca media, 1 finocchio piccolo, 7 albicocche , 200 ml. di vino Merlot, 2 anici stellato, 3 chiodi di garofano, 5 grani di pepe nero, 1/2 stecca di cannella, 1 cucchiaio di miele, 4 cucchiai d’olio evo, sale q.b.






Mettere in un tegame, meglio se di terracotta, l’olio e fate rosolare leggermente i petti d’anatra privati della loro pelle e lavati.
Quindi aggiungete la cipolla ed il finocchio mondati e tagliati in 4 pezzi, l’anice stellato e le altre spezie, sfumate con il vino, salate e versate dell’acqua a sufficienza per coprire appena i petti d’anatra.

Fate cuocere a fuoco medio per un’ora con il coperchio.




Tagliate lavate le albicocche, tagliatele a metà e privatele dell’osso, quindi aggiungetele nella pentola con il cucchiaio di miele.
Continuate la cottura per altri 40 minuti circa.
Spegnete il fuoco e togliete i petti d’anatra dalla pentola, fateli intiepidire e quindi tagliateli a fette.

Togliete dal sugo di cottura le spezie e passatelo al passa verdure utilizzando il disco più fine.

Fatelo restringere un po' se necessario; quindi adagiate un po’ di salsa sul piatto, le fette di petto d’anatra e nappate con altra salsa.


Vino consigliato Cabernet Sauvignon.






L’anatra all’arancia è un must, ma questa carne si sposa bene anche con le ciliegie, e se non l’avete fatto vi suggerisco di provare.
In questa ricetta ho voluto utilizzare un’altra frutta di stagione: le albicocche, caratterizzate anche loro da una nota acidula.
Ho profumato poi la carne, che ha un sapore deciso con l’anice stellato, rendendo rotondo il tutto con l’aggiunta del finocchio al posto dell’abituale carota e sedano.

L’utilizzo del vino Merlot è un’altro omaggio questa terra.


Ti potrebbe incuriosire

Mostarda di peperoni e ciliegie

sabato 27 febbraio 2010

TERRINA DI CODA DI BUE




Questa è una di quelle volte in cui la foto non fa giustizia la piatto.
Che non sia una fotografa provetta ormai lo sapete, questa volta però anche la tecnologia ci si è messa a complicare le cose.
Queste foto sono le uniche che ho recuperato, però vi assicuro che il piatto per fortuna.... è ben migliore.



TERRINA DI CODA DI BUE



Ingredienti

3 kg di coda di bue a pezzi

100 gr di farina bianca

3 spicchi d’aglio sbucciati
3 porri piccoli
5 carote medie
3 coste di sedano
0,5 lt di Chianti Classico

2 cucchiaini di 4 spezie
brodo vegetale
olio d’oliva extravergine
sale

Infarinate e salate i pezzi di coda e fateli rosolare in una padella antiaderente con poco olio.
Lavate e mondate la verdura e tagliatela a pezzi abbastanza grandi.
In una pentola capiente mettete la coda, le verdure, l'aglio, il vino rosso, il sale, coprite con il brodo vegetale e fate cuocere per circa 3 ore coprendo con un coperchio; aggiungendo del brodo vegetale se serve.

A cottura ultimata togliete la coda, disossatela ed eliminate le parti grasse, mettendo la polpa in una bacinella dove aggiungerete le carote ed i porri recuperati dal fondo di cottura della coda.
Insaporite con le spezie amalgamando bene, bagnate appena con del fondo di cottura rimasto, aggiustate di sale e disponete il tutto in una terrina con coperchio forato, pressando un po’ il composto.

Mettete a cuocere al forno preriscaldato a 160°C a bagnomaria la terrina con il suo coperchio ed astraetela quando il composto si sarà asciugato, facendo la massima attenzione che non secchi.

Quello che sarà rimasto del fondo di cottura, frullatelo ottenendo una salsa che a seconda della densità farete addensare o allungare con un po’ di brodo.
Fate raffreddare la terrina a temperatura ambiente quindi mettetela in frigo per almeno tre ore.
Quindi tagliate la terrina di coda a fette, adagiatele su una placca e scaldatele in forno a 160°C per 10 minuti circa, coperte con un foglio di carta stagnola.

Disponete sui piatti le fette di terrina calde, nappate con la salsa tiepida e accompagnante con delle listarelle di polenta abbrustolita, della verdura cotta o delle patate saltate in padella.


Questo è un piatto che si presta ad essere preparato anche il giorno prima.

lunedì 25 gennaio 2010

SPEZZATINO AL TEA LAPSANG SOUCHON


Il nostro viaggio nel mondo del tea, continua con l'incontro di questa varietà di tea cinese molto caratteristica per il suo sentore di affumicao e resinoso.

E' un tea di foglie piccole, usate intere per l'infusione. Il suo colore ambrato scuro viene ottenuto prima per ossidazione, quindi per affumictura delle foglie effettuata con legno di abete rosso o cedro.

Questo tea dall'aroma così intenso ha suggerito a Daniela un'altra avvolgente ricetta, dove i sapori forti s'intrecciano e si esaltano a vicenda.





SPEZZATINO AL TEA LAPSANG SOUCHON

Una guancia di sorana da 500 gr circa
Carota sedano cipolla (circa 100 gr in tutto)

Un bicchiere di vino rosso

Un cucchiaio da tè di Lapsang Souchong

Tre cucchiai di olio d’oliva

Una stecca piccola di cannella

Una pizzico di noce moscata
Un pezzetto di bacca di vaniglia


In una casseruola mettete la guancia a pezzetti piccoli, le verdure a pezzi, le spezie ,il vino, sale e l’olio d’oliva.
Fate cuocere a fuoco lento per circa un’ora e mezza aggiungendo a necessità del brodo vegetale.
A questo punto preparate il tè e lasciate in infusione circa 4/5 minuti, filtrare e versatelo a poco a poco sulla carne.
A cottura ultimata la carne dovrà essere molto morbida con sughetto denso.
Avrà sentori caldi speziati e piacevole aroma di affumicato dato dal prezioso tè.
Servitelo con un riso pilaf o al burro e un purè di patate.

lunedì 28 dicembre 2009

LINGUA DI MANZO BRASATA AI FUNGHI


Questa ricetta è una specialità di mio padre, e quest’anno a Natale abbiamo aprofittato della sua buona volontà e ci siamo lasciati coccolare da questo piatto caldo, gustoso ed importante, che io vedo bene anche per il pranzo del primo dell’anno, perché, se preparato in anticipo, i sapori si amalgamano ancora di più, rendendo questo piatto veramente superbo.


Ingredienti

Una lingua di manzo intera
300 gr. di cipolla, 300 gr. di carota, 150 gr. di sedano tutto
tagliato a mirepoix

70 gr. di funghi secchi
1 bottiglia di Barolo
100 gr. d’olio extravergine d’oliva
sale, pepe.


Procedimento

La sera prima mettete i funghi secchi a bagno in una ciotola con dell’acqua tiepida e lasciateli lì a riposare fino a quando non li utilizzerete.
Bollite la lingua pulita per mezz’ora circa, così che una volta tiepida si possa pelare e tenetala da parte.
Prendete un tegame capiente e fate un soffritto utilizzando l’olio e le verdure; quindi prendete la lingua e mettetela a rosolare velocemente nel soffritto.
Versate il vino, un quarto di litro d’acqua, i funghi secchi e l’acqua d’ammollo dei funghi opportunamente filtrata.
Aggiungete un po’ di sale, pepe e fare sobollire per almeno un’ora e mezza, tenendo conto delle dimensioni della lingua.
Quando la lingua sarà cotta, toglietela dal sugo di cottura e frullate quest’ultimo con un mixer.
Tagliate la lingua a fette di circa un centimetro, ponetela in una pirofila, copritela con il sugo e mettete in forno preriscaldato a 180 °C per circa un quarto d’ora..
Fate raffreddare e conservate in frigo, al momento di essere consumata, riscaldatela su un tegame antiaderente a fuoco basso, con tutto il suo sugo e servite la lingua bella calda con della polenta, per un piatto più rustico, oppure con del purè classico o di castagne per un piatto più raffinato.

Un buon vino corposo si addice perfettamente ad accompagnare questo piatto.


mercoledì 16 settembre 2009

MELANZANE RIPIENE DI CARNE.... ALLA MIA MANIERA

Questa ricetta appartiene a quel gruppo che chiamo “semplici” e fanno parte del mio quotidiano.

E’ evidente che non posso sempre cucinare come quando ho degli ospiti oppure come quando mi viene richiesto; un po’ per il tempo che durante la settimana è sempre poco, un po’ per una questione di “alimentazione” equilibrata.
Pur non essendo una fissata sto molto attenta alla mia alimentazione in ogni suo aspetto e la mia è una cucina fondamentalmente è semplice.
Quando cucino per “me” uso pochissimi grassi e tecniche di cottura che mi permettono di non appesantire i piatti; inoltre sto attenta alle combinazioni alimentari perché seguo la “dieta dissociata”, dove la parola dieta sta ad indicare un tipo di regime alimentare non il digiuno.

Le regola fondamentali sono: non mischiare proteine e carboidrati e non mischiare proteine di natura diversa tra loro.
A pranzo mangio tendenzialmente i carboidrati e a cena le proteine, il tutto sempre accompagnato da tanta verdura sia cotta che cruda.
Non mi nego le eccezioni o gli strapazzi, a seconda dei momenti sono più o meno ligia a questo tipo di dieta, ma nel complesso ormai mi sono educata a mangiare così.

Questo non limita la mia passione per la cucina, la mia curiosità o la mia voglia di sperimentare giocando tra i fornelli.
Spesso diventa un’occasione per modificare le ricette esaltando comunque il sapore degli ingredienti, rendendo ugualmente pregevoli le preparazioni.


Premesso tutto questo, ora vi racconto delle mie melanzane ripiene di carne.
In questa ricetta ho usato solo carne bovina, niente insaccati ne uova, formaggio o pane grattugiato per il ripieno.
Vedrete che il gusto non mancherà comunque.






INGREDIENTI PER 4 PERSONE

4 melanzane non troppo grandi

600 gr. di carne di manzo macinata
300 gr. di cipolla

300 gr. di carote

70 gr. di sedano

150 gr. di polpa di pomodoro fresco

vino bianco qualche foglia di basilico
un pizzico di timo
un pizzico di peperoncino

olio extravergine d’oliva meglio se dal sapore acceso

sale


Lavate mondate le melanzane lasciandole intere; bucatele in più parti con uno stecchino di legno, mettetele sulla grata del forno a livello centrale a 180 °C e fatele cuocere fino a quando le sentirete ammorbidite.
Toglietele da forno, lasciatele raffreddare e tagliatele a metà nel senso della lunghezza; quindi con uno scavino togliete la polpa e mettetela da parte, nel caso ci siano molti semi cercate ti eliminarli.
Dopo aver lavato e mondato cipolla, carote e sedano fate un bel battuto.
Quindi prendete un tegame capiente, versate due cucchiai d’olio extravergine d’oliva ed il battuto di verdura, fate andare a fuoco vivo rigirando gli ingredienti per qualche minuto.
Versate mezzo bicchiere d’acqua, la carne macinata, la polpa di pomodoro, gli aromi ed il sale, questi ultimi secondo i vostri gusti.

Amalgamate bene tutti gli ingredienti e coprite con un coperchio, lasciando cuocere a fuoco medio per circa un’ora, aggiungendo un po’ d’acqua se serve, fino a quando la carne sarà cotta ma non secca.

Quando la carne sarà tiepida unite la polpa delle melanzane, che avrete tritato grossolanamente, e amalgamate il tutto aggiustando di sale se serve.
Prendete le melanzane e riempitele con il composto preparato schiacciandolo bene in modo che si compatti e adagiatele su una teglia da forno.
Versate sulle melanzane un filo d’olio e nella teglia mezzo bicchiere di vino bianco ed un bicchiere d’acqua.
Irrorate le melanzane con il liquido e mettetele in forno a 180° a terminare la cottura, bagnandole ogni tanto con il sugo per non farle seccare.
Potete usare anche il grill per dare la doratura finale.



Vino abbinato a questo piatto un Lizzano Rosso.

domenica 26 luglio 2009

STINCO DI MAIALE ARROSTO CON PETALI DI LIMONE CARAMELLATO


Ieri ho preparato un pranzo abbastanza articolato; come secondo ho osato questa ricetta temendo un po’ le critiche visto la stagione calda, ed invece il risultato è stato ottimo e degli stinchi è rimasto solo l’osso... con mio grande piacere.


STINCO DI MAIALE ARROSTO CON PETALI DI LIMONE CARAMELLATO

Dosi per 4 persone.
Due stinchi

400 gr. di cipolla bianca tritata non molto fine

4 limoni biologici
una bustina di zafferano in fili
4 cucchiaini di zenzero in polvere
sale

1 cucchiaino raso di pepe macinato
un ciuffo di prezzemolo
50 gr di burro
70 gr di zucchero

5 cucchiai d’olio extravergine d’oliva

acqua
una garza a strati per sgrassare





Prendete una pentola dal fondo spesso e versateci i cinque cucchiai d’olio d’oliva, lo zafferano, tenendo da parte qualche filo, tre cucchiaini di zenzero, il pepe e due cucchiaini di sale.
Accendete il fuoco e fate rosolare gli stinchi da ogni lato con attenzione che non attacchino, quando l’operazione sarà completata aggiungete il succo di un limone, di cui terrete la buccia, due bicchieri d’acqua e il ciuffo di prezzemolo, coprite e fate cuocere per circa un’ora e un quarto girando gli stinchi ogni tanto. Il liquido dovrebbe essere sufficiente, ma eventualmente aggiungete acqua.
Dopo questo tempo spegnete il fuoco e togliete gli stinchi dalla pentola, prendete il sugo di cottura e sgrassatelo filtrandolo attraverso una garza posta un colino.
Riprendete il sugo sgrassato, rimettetelo nella pentola aggiungete gli stinchi, la cipolla tritata, i fili di zafferano che avete tenuto da parte, un cucchiaino di zenzero, versate un bicchiere abbondante d’acqua, aggiustate di sale e rimettete a cuocere, rigirando gli stinchi ogni tanto, fino a quando il liquido non si sarà asciugato lasciando sul fondo della pentola una crema formata dalle cipolle e gli stinchi si saranno rosolati. Togliete gli stinchi dalla pentola e teneteli al caldo, raccogliete la salsa di cipolla e tenete anche quella al caldo.
Nel frattempo che cuociono gli stinchi, preparate i limoni caramellati.





Prendete la buccia del limone che avete spremuto e tagliatene la parte esterna, evitando la parte bianca.
Prendete gli altri limoni e tagliateli a fette di mezzo centimetro e poi ogni fetta in quattro parti.

Mettente in un tegame la buccia del limone, i limoni tagliati, lo zucchero, il burro e un bicchiere d’ acqua, e cuocete a fuoco moderato rimestando spesso fino a che il limone non inizierà a caramellare.
Fate attenzione che il limone non deve seccare, ma si dovrebbe formare uno sciroppo denso e lucido che terrete da parte per bagnare gli stinchi.


A questo punto avete due possibilità per presentare il piatto.
La prima, adagiate gli stinchi interi su di un piatto da portata, li bagnate con i limoni caramellati e li portate in tavola dove verranno tagliate le fettine di carne, tenendo a parte la salsa di cipolle tiepida in una salsiera così che ogni commensale si potrà servire.
Oppure preparate i piatti con le fettine di stinco, versate sopra il limone candito ed a lato mettete un po’ di salsa alla cipolla. Potete usare altro limone candito per decorare il piatto.




Vino abbinato Sciacca Bianco.

mercoledì 1 luglio 2009

POLLO AL CURRY DI VERDURE


Una ricetta semplice, per in una sera de mezza estate che ci avvolge con il suo profumo, ci rallegra con i suoi colori, ci appaga con il suo gusto.

Dosi per quattro persone

4 porzioni di pollo, potete scegliere le parti che più gradite.
2 peperoni 1 giallo e 1 rosso
4 zucchine medie
3 cipolle bianche
2 carote
1 cucchiaio e mezzo di curry mediamente piccante,
15 gr di sale grosso
1 spicchio d'aglio
1 dl di vino dolce tipo Vin Santo
brodo vegetale fatto con sedano, carota e cipolla
3 cucchiai d'olio extravergine d'oliva


Lavate e mondate le verdure.
Tagliate i peperoni a losanga, le zucchine e le carote a bastoncino medio, la cipolla a fette non troppo sottili.
Prendete un mortaio e pestate il sale grosso con la polvere di curry, quindi passate bene i pezzi di pollo sul composto, in modo da utilizzarlo tutto.
Versate l'olio e lo spicchio d'aglio in una casseruola a fondo spesso, scaldatelo e ponetevi a rosolare i pezzi di pollo da ambo le parti.
Sfumate con il vino, aggiungete il brodo vegetale e cuocete per una ventina di minuti, rigirando i pezzi di pollo almeno una volta.
A questo punto aggiungete le verdure e se serve altro brodo vegetale per continuare la cottura e portarla a termine.
Le verdure dovranno restare sode ed il liquido asciugare, mantenendo però il pollo umido.


Potete servire questo piatto anche tiepido ed accompagnarlo con del riso basmati cotto al vapore.

Come vino ho scelto un Chardonnay.

domenica 21 giugno 2009

IL MIO RAGU' ALLA "NAPOLETANA"

Una delle cose che ho apprezzato subito della cucina napoletana è il loro modo di fare il sugo di carne che poi servirà per condire la pasta.

Usano cucinare la carne intera nel sugo di pomodoro, manzo o maiale che sia, così che si hanno due piatti in uno, la carne che si può mangiare come secondo ed il sugo con cui si condisce la pasta: paccheri,ziti, tortiglioni.

Il segreto di questo piatto sta nei tempi su cottura, il sugo deve "pipiare",ossia sobollire appena appena, per almeno tre ore, e comunque più cuoce, più si passa e la carne diventa molto tenera ed il sugo molto saporito.

La tradizione vuole che sia un piatto della domenica; la sua preparazione comincia il sabato pomeriggio ed il sugo cuoce, "pipando" per tutta la notte sotto attenta sorveglianza, fino alla domenica mattina.

Il risultato è sublime, un sugo dal color rosso vivo e dal gusto deciso che avvolge il palato e che va a nozze con la pasta, dove s'insinua e s'avvolge in una sinfonia di sapori.

La ricetta che qui di seguito vi propongo è una rivisitazione personale della ricetta originale, che tuttavia non ne stravolge le caratteristiche.


U' RRAU'

IL MIO RAGU' ALLA NAPOLETANA





1 kg di carne di polpa di scapino
due cipolle bianche fresche di media grandezza
2 carote medie
500 gr di salsa di pomodoro
mezzo bicchiere di vino rosso
due rametti di basilico
6 grani di pepe nero
olio extra vergine d'oliva, sale q.b.


Lavare e pulite le cipolle e le carote, tagliatele grossolanamente. In un capace tegame, che la tradizione vuole sia di coccio, versate un generoso filo d'olio, ponete la carne, le cipolle, le carote, un rametto di basilico ed i grani di pepe, quindi mettete al fuoco. Dopo qualche minuto versate il vino, aggiungete la salsa di pomodoro, aggiustate di sale, incoperchiate e lasciate cuocere, regolando il fuoco al minimo. Ogni tanto mescolate per evitare che il sugo attacchi e aggiungete acqua calda se vi accorgete che sta restringendo troppo.
Cuocete per almeno tre ore, un quarto d'ora prima di togliere da fuoco aggiungete il secondo rametto di basilico.
Una volta arrivato a cottura giusta spegnete, togliete la carne e la verdura che non si è sfaldata dal sugo. La carne, non appena si sarà raffreddata, si taglia a fette e si serve con un po' del sugo e le verdure, mentre con l'altro sugo rimasto, il ragù, condite la pasta.





mercoledì 13 maggio 2009

Polpettine di vitello agli asparagi


Questa ricetta è molto comoda quando si hanno tante persone e può essere inserita bene in un boufett.

Polpettine di vitello agli asparagi

Dosi per 4 persone

500 gr di polpa di vitello macinata
1 salciccia piccola
1 scalogno
1 uovo
20 gr di panna
pan grattato q.b.
vino bianco
1,5 Kg di asparagi verdi
olio extravergine d'oliva
20 gr di prezzemolo tritato
farina
sale e pepe

Pelate gli asparagi e privateli della parte più dura del gambo, tagliateli a tronchetti e metteteli a cucinare a fuoco medio in un tegame con coperchio, dove avrete fatto sudare lo scalogno tritato con un filo d'olio, fateli insaporire, aggiungete dell'acqua per continuare la cottura, salate, pepate e cuocete stando attenti che restino al dente e con abbastanza liquido, quindi spegnete e teneteli da parte.
Mescolate la carne macinata di vitello con la salciccia spelata e sgranata, aggiungete la panna, l'uovo, il prezzemolo, sale, pepe ed iniziate ad amalgamare bene con le mani, quindi aggiungete il pangrattato necessario ad asciugare il composto. Preparate le polpettine, infarinatele e passatele in una padella antiaderente unta con un filo d'olio; fatele dorare bene, rigirandole; bagnate con un pò di vino bianco, fate evaporare un'attimo, quindi aggiungete gli asparagi precedentemente cotti con il loro liquido e cucinate ancora qualche minuto in modo che le polpettine si insaporiscano con gli asparagi senza far asciugare troppo, aggiustate di sale se serve.
A cottura ultimata dividete le polpettine con gli asparagi in quattro ciotole e decorate con delle fettine di pane tostato.