domenica 31 gennaio 2010

FILETTO DI ROMBO ALL’ANICE


Una ricetta delicata dal profumo particolare, ma se non piace l'anice e non avete voglia di sperimentare sapori diversi ve la sconsiglio.


Il Pastis, che ho usato in questa ricetta, è un liquore all'anice stellato tipico della Francia ed in particolare della regione sudorientale, da Marsiglia a tutta la Provenza, dove fa ormai parte del loro stile di vita.

Va gustato ghiacciato, allungato con un pò d'acqua fredda per abbassarne il grado alcolico; niente di meglio in una calda estate mediterranea.

Forse è il freddo e la neve di questi giorni che mi ha portato a desiderare l'estate ed il mare con i suoi profumi.

Non ho idea se il Pastis sia un liquore usato in cucina, io l'ho provato sia con il pollo che con il pesce e devo dire che è un'ottima variante al vino bianco, decisamente con un sapore particolare, che se piace rende diverso un piatto semplice.





FILETTO DI ROMBO ALL’ANICE



Ingredienti per 4 persone

8 filetti di rombo a seconda della dimensione

2 scalogni

1 cucchiaino di semi d’anice
7 cl di Pastis
3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva.
1 cucchiaio di succo di limone
sale e pepe nero macinato fresco


Pelate, lavate e tagliate a fettine gli scalogni.
Mette a scaldare l’olio in un’ampia padella, aggiungete gli scalogni ed i semi d’anice e fate cuocere per qualche minuto; quindi adagiate i filetti di rombo, bagnate con il Pastis, fate sfumare e se manca liquido per la cottura aggiungete qualche cucchiaio d’acqua.
Dopo qualche minuto girate delicatamente i filetti di rombo dall’altro lato, aggiungete il succo di limone e aggiustate di sale ed il pepe macinato. Portate a termine la cottura dei filetti e nel caso serva aggiungete ancora qualche cucchiaio d’acqua.
I filetti dovranno risultare belli morbidi.


Ci sono anche "Filetti di cernia con panatura"

lunedì 25 gennaio 2010

SPEZZATINO AL TEA LAPSANG SOUCHON


Il nostro viaggio nel mondo del tea, continua con l'incontro di questa varietà di tea cinese molto caratteristica per il suo sentore di affumicao e resinoso.

E' un tea di foglie piccole, usate intere per l'infusione. Il suo colore ambrato scuro viene ottenuto prima per ossidazione, quindi per affumictura delle foglie effettuata con legno di abete rosso o cedro.

Questo tea dall'aroma così intenso ha suggerito a Daniela un'altra avvolgente ricetta, dove i sapori forti s'intrecciano e si esaltano a vicenda.





SPEZZATINO AL TEA LAPSANG SOUCHON

Una guancia di sorana da 500 gr circa
Carota sedano cipolla (circa 100 gr in tutto)

Un bicchiere di vino rosso

Un cucchiaio da tè di Lapsang Souchong

Tre cucchiai di olio d’oliva

Una stecca piccola di cannella

Una pizzico di noce moscata
Un pezzetto di bacca di vaniglia


In una casseruola mettete la guancia a pezzetti piccoli, le verdure a pezzi, le spezie ,il vino, sale e l’olio d’oliva.
Fate cuocere a fuoco lento per circa un’ora e mezza aggiungendo a necessità del brodo vegetale.
A questo punto preparate il tè e lasciate in infusione circa 4/5 minuti, filtrare e versatelo a poco a poco sulla carne.
A cottura ultimata la carne dovrà essere molto morbida con sughetto denso.
Avrà sentori caldi speziati e piacevole aroma di affumicato dato dal prezioso tè.
Servitelo con un riso pilaf o al burro e un purè di patate.

domenica 10 gennaio 2010

CREME BRULEE AL TEA “ROSE CONGOU”



Vi ricordate che vi avevo promesso di raccontarvi della “La stanza del Tè”?

Desideravo iniziare questo viaggio nel mondo del tea da lì, ma la mancanza di tempo rallenta i miei buoni propositi, tuttavia qualcosina ve la voglio anticipare.

L’incontro con Francesca, la titolare della “La stanza del Tè”, è stato un po’ come un’iniziazione; quel giorno in compagnia anche di Daniela, abbiamo visto, odorato, sentito tanti tea particolari di cui non immaginavo l’esistenza, come ad esempio il “Gyokuro” il più pregiato tra i te giapponesi, raccolto solo ed esclusivamente a mano e sempre a mano lavorato a forma di lunghi aghi di pino, oppure il “Lapsang souchong” tea cinese affumicato con legno di abete rosso di cui assorbe tutto il sentore intenso e resinoso; e ancora lo splendido a vedersi oltre che a sentirsi “Rose Congou” tea nero cinese con petali di rosa.

Questo incredibile tea cinese in fase di lavorazione viene essiccato assieme a petali freschi di rosa che lo impregnano con il loro delicato aroma e profumo. Il contrasto tra il colore nero delle foglie di tea ed il tenue colore dei petali di rosa sorprendono come il suo gusto morbido e fiorito.

Davanti a tanta meraviglia non potevamo restare indifferenti; sia io che Daniela abbiamo scelto tra i vari tea alcuni che per le loro particolari caratteristiche ci hanno incuriosito.

Lasciandoci trasportare da queste aromatiche suggestioni, partendo dal tea come elemento di base, abbiamo pensato e sperimentato alcune ricette, che un po' alla volta condivideremo con voi lungo questo viaggio nel mondo del tea.

La prima, veramente deliziosa, è opera dell’abilità e sensibilità di Daniela che ha saputo scegliere la base giusta su cui inserire l’aroma di questo raffinato tea, creando un’altrettanto raffinato connubio.




Creme broulée al tea “Rose Congou”

300 panna
200 latte
120 zucchero
4 tuorli
2 uova
un cucchiaio raso di te


Sbattere in una terrina le uova ed i tuorli con lo zucchero.

Nel frattempo mettete a scaldare sul fuoco il latte e la panna insieme; quando iniziano bollire togliete dal fornello e aggiungete un cucchiaio raso di te.

Lasciate in infusione 5 minuti, filtrate ed aggiungete al composto d'uova.

Versate la crema negli stampini e metteteli in una pirofila dove avrete versato un bicchiere d'acqua.

Cuocete a forno a 170 °C per circa 45 minuti.

Il composto si deve rapprendere, ma non colorare.

Una volta raffreddati, cospargete sopra ogni stampino un cucchiaino di zucchero e bruciate con l'apposito cannello o sotto il grill.

Servite con lingue di gatto alle mandorle.


Potrebbero interessarvi


DOLCE AL THE VERDE AL GELSOMINO

lunedì 4 gennaio 2010

LASAGNA DI CIPOLLE

La prima ricetta dell’anno nuovo è una di quelle che amo particolarmente, che mi ha dato tante sodisfazioni e di cui sono molto gelosa nonostante si tratti di una semplice lasagna. Ma la gioia che ho nel condividere le cose è troppo grande e così ecco qui la mia lasagna di cipolle. Potete farla nelle classiche teglie, a mono porzione come ho fatto per il pranzo di Natale oppure a lasagna aperta, sarà comunque una gustosa sorpresa.

LASAGNA DI CIPOLLE

Dosi per 10 persone

Per la pasta fresca: 420 gr di farina 00, 80 gr. di semola di grano duro, 3 uova intere e 2 rossi, sale, acqua pochissima se serve per l’impasto.

Per la farcitura: 1,7 Kg di cipolla bianca, 400 gr. di ricotta fresca 250 gr. di mascarpone 280 gr. di Montasio semistagionato gratuggiato, 6 cucchiai d’olio extravergine d’oliva, 1 foglia d’alloro, 1 cucchiaio d’aceto bianco, mezzo cucchiaino di noce moscata, sale.

Procedimento


La sera prima mondate le cipolle, tagliatele a fette di un centimetro, quindi mettetele in una bacinella e copritele d’acqua; dopo due ore buttate l’acqua, ricoprite nuovamente le cipolle con dell’acqua nuova e lasciatele riposare così tutta la notte.

Per preparare la pasta fresca, impastate a mano o con la planetaria tutti gli ingredienti, fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico che metterete in frigo a riposare avvolto nella pellicola trasparente.

Prendete una padella ampia e versate l’olio, quando sarà caldo aggiungete la cipolla a fette, scolata grossolanamente dell’acqua di ammollo. Fate andare a fuoco vivo per qualche minuto coprendo con un coperchio. Aggiungete la foglia d’alloro, l’aceto, il sale e continuate la cottura fino a che la cipolla non sarà appassita restando bella morbida, quindi spegnete il fuoco e lasciate raffreddare.

Intanto in una ciotola amalgamate insieme i tre formaggi, tenendo da parte 80 gr. di Montasio e insaporite con la noce moscata ed il sale.

Prendete la pasta fresca dal frigo e dividetela a pezzi di circa 60 gr., che terrete sempre coperti perché non secchino; quindi iniziate a tirare la sfoglia a velo col mattarello. Ritagliate la pasta della dimensione e forma desiderata.

Mentre tirate la pasta mette a bollire dell’acqua salata per sbolentarla e man mano che avrete le sfoglie pronte fatele cuocere per 5-6 minuti, scolandole bene ad una ad una e adagiandole su dei canovacci puliti, perché asciughino.

Una volta terminata la cottura della pasta prendete la teglia per la lasagna, oppure le pirottine a mono porzione, e tutti gli ingredienti preparati. Ungete con un po’ d’olio il fondo della teglia e ricopritelo con la pasta, quindi stendete su tutta la superficie una arte del composto di formaggio e sopra uno strato di cipolla; ricoprite il tutto con dell’altra pasta e così via ripetete l’operazione. L’ultimo stato a copertura stendete un velo di composto di formaggio e spolverizzate con il montasio grattugiato che avete precedentemente tenuto da parte.

Una volta pronta, informate la lasagna in forno preriscaldato a 180°C e cuocete fino a quando la superficie risulterà bella dorata.

Se invece preparate la lasagna per essere cotta il giorno dopo, bagnatela con qualche cucchiaio d’acqua di cottura della pasta, copritela con la pellicola trasparente e conservatela in frigo fino al momento della cottura.

Il vino che consiglio è un Legrein Rosato.


Protrebbero piacere anche...

Orzorisotto al radicchio di Treviso