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domenica 13 marzo 2011

TASTE RING 2011: I "GRANDI VECCHI DEL VINO"



Oggi si sono conclusi gli appuntamenti di Taste Ring dedicati a quattro grandi personaggi del mondo del vino che hanno segnato l'enologia Italiana, dando spessore a questo settore così variegato e discontinuo...com'è l'Italia e la sua storia. 
Vecchi di esperienza e cultura, tanto da essere degli autentici maestri.
Chi sono queste quattro fantastiche persone: Ezio Rivella, Giorgio Grai, Franco Ziliani e Giacomo Tachis.
Ognuno di loro ci ha intrattenuto raccontando l'umanità, il rispetto ed il tempo del vino, ognuno per la suo vissuto e con la propria conoscenza.
Sarà stata la presenza di uomini e non di tematiche, ma devo dire che rispetto ai Taste Ring dell'edizione 2010 ho apprezzato questa diversità: mentre i Taste Ring 2010 sono stati interessanti, i Test Ring 2011 si sono rivelati emozionanti, e di questo ringrazio Davide Paolini ed i suoi strepitosi ospiti.
Alessandra

mercoledì 2 marzo 2011

DAVIDE PAOLINI, LA MIA INTERVISTA E TASTE 2011





Sì ricomincio da Taste per Taste 2011.
Durante l’edizione dell’anno scorso ho avuto il piacere di intervistare Davide Paolini, anzi più che un’intervista direi una chiacchierata a ruota libera sul cibo come fattore culturale ed espressione dei territori, per finire a parlare di cucina molecolare. Vi ricordate l’anno scorso che polverone sulla cucina molecolare di Ferran Adrià?.
Per vari motivi non sono riuscita a riportare prima quest’intervista, ma ho pensato che potesse essere un bel modo per ricominciare a parlare della nuova edizione di Taste 6 che si terrà sempre a Firenze dal 12 al 14 marzo, sempre alla Stazione Leopolda, e sempre ricca di aziende interessanti e di eventi.

Ecco la mia intervista a Davide Paolini a Taste 2010.

Alessandra Prizzon - Di Davide Paolini “gastronauta” si sa molto, ma come è arrivato Davide Paolini ad essere il “Gastronauta”?

Davide Paolini - Mi ha cercato Lui, mi ha cercato il gastronauta; c’è stato un evolversi di fatti nella mia vita che mi hanno portato nel mondo del cibo per cui non me ne sono neanche accorto.
E’ il cibo che ha cercato me e non io che ho cercato il cibo, nel senso che facevo tutt’altro lavoro; è vero ho sempre avuto questa passione, però non avrei mai pensato di farlo come mestiere nella vita, poi c’è stato un momento in cui mi venivano richieste molte cose e tutte relative al cibo e così è diventato un lavoro per forza.
La svolta è stata proprio questa; mi sono occupato per anni di comunicazione nel campo della finanza e dello sport, settori nei quali mi sono misurato e sono cresciuto, poi piano piano, dopo aver lasciato la Benetton ed essere tornato a Milano, pur continuando il mio lavoro nel campo della comunicazione, ho iniziato ad avere sempre più richieste di comunicazione legate al mondo del cibo; il cibo mi ha tentato, e così è nato, in questo senso è nato quasi per caso, il gastronauta.

A.P. - Che cosa pensa allora delle nuove forme di comunicazione?

D.P. - Penso che la comunicazione sia sempre in movimento, che non si fermi mai. La comunicazione di per sé è un fenomeno in divenire, tiene conto di tante cose, di cosa ci accade intorno, dell’innovazione tecnologica; quindi le forme di comunicazione che ci sono oggi penso che fra dieci anni non ci saranno più, ce ne saranno altre, quindi non bisogna fermarsi.

A.P. - Come vede il futuro della comunicazione dei prodotti agroalimentari Italiani, del loro rapporto con il territorio e la nostra identità culturale?

D:P. - Posso vederlo da un lato, diciamo sentimentale, lo vedo ancora come una cosa straordinaria; il racconto dei territori è ancora la miglior forma di comunicazione che ci possa essere per i prodotti. Però mi devo anche render conto che il mondo è molto veloce, molto rapido e che probabilmente ci sono tanti altri prodotti in giro per il mondo, legati anche quelli al territorio o ad altro, che possono essere pari ai nostri  prodotti come valore.
Credo che in ogni paese del mondo ci siano dei prodotti molto importanti legati al territorio, magari meno che in Italia, perché l’Italia è molto diversa e quindi siamo un paese che  ha il   vantaggio delle diversità, anche nella cucina abbiamo il vantaggio delle diversità; però non si può negare che i prodotti degli altri non siano altrettanto importanti.
Mi è capitato, ad esempio di andare qualche anno fa a Montreal, in Canada, e di scoprire che a Montreal c'era un melone particolare, molto coltivato negli anni ’50, poi abbandonato e quindi riscoperto; tutta la comunità del Quebec vedeva in questo melone particolare l’ancoraggio culturale al suo passato.
Pertanto anche paesi che non hanno un grande passato, hanno comunque i loro prodotti, le loro tradizioni ed i loro modi di vita.

A.P. - Ma, secondo lei, il fatto che noi Italiani abbiamo difficoltà ad accogliere le culture degli altri e siamo sempre in atteggiamento difensivo, dipende dalla non piena consapevolezza della nostra identità culturale o dall’incapacità di confrontarci con il diverso?.

D.P. - E’ solo una forma di presunzione. Faccio due esempi semplici che sembrano fuori tema, ma poi mi ricollego.
Ad esempio tutti pensano, in particolare i baristi, che basti avere una macchina per caffè espresso per fare bene il caffè, in realtà il caffè espresso che beviamo al bar lascia spesso a desiderare e, paradossalmente, si beve buono più all’estero che in Italia. Questo, perché all’estero, dove non hanno questa cultura ancestrale per il caffè, devono imparare a farlo davvero, e quindi sono molto attenti ad ogni cosa che può rendere il caffè servito in tazza meno buono.
Un altro esempio: per tanti anni abbiamo creduto di essere i più bravi della classe a fare il vino, poi ci siamo accorti che paesi come l’Australia, dove non pensavamo ci fosse la vite, che invece è presente fin dal ‘700, hanno dimostrato di saper fare dell’ottimo vino e di avere comunque una loro cultura della vite.
Ecco, in questo abbiamo delle forme di presunzione, la presunzione di pensare di avere solo noi una storia e un passato.
Invece probabilmente siamo solo dei pessimi conoscitori delle storie del mondo ed allora abbiamo questa presunzione, perché non conosciamo la storia e le culture degli altri.

A.P. - E pertanto questo ci limita e non riusciamo a confrontarci pienamente?

D.P. - Sì questo ci limita e secondo me limita tutti i paesi del Mediterraneo

A.P. - E lei pensa che allora il cibo possa portare un'unione trasversale delle culture, come è già stato in passato oppure no?

D.P. - Io credo che la cucina sia tutta contaminazione, su questo non ci sono dubbi, e quindi penso che le contaminazioni siano continue, però non credo che possa essere la cucina ad avvicinare le genti, può servire, ma non può essere determinante; ci possono essere dei piatti che accomunano, ad esempio noi abbiamo scoperto lo zenzero, ma penso che molte persone che usano lo zenzero in Italia non si siano mai chieste da dove arriva...
Quindi può servire, ma abbiamo ancora un po’ tutti la mentalità di quelli che quando vanno all’estero vogliono mangiare italiano.

A.P. - Pensa che ci possa essere in tal senso un cambiamento positivo?

D.P. - Penso che sarà impossibile evitare il cambiamento, perché la mescolanza culturale e delle genti porterà dei vantaggi, ma vedo un cammino molto lungo.

A.P. - E questo cambiamento metterà a rischio la nostra identità culturale?

D.P. - Secondo me l’identità, come la tradizione, non è un fenomeno fermo, è un fenomeno in evoluzione, l’identità e la tradizione si evolvono.
Quando si dice tradizionale, tradizionale può anche essere un qualcosa di cinque anni fa, non c’è una tempistica tale che definisca quello che è tradizionale da quello che non lo è. Tradizionale è qualcosa che diventa comune in un territorio e quindi lo diventa anche nel giro di tre-quattro anni, non è detto che tutto debba essere di due secoli fa; così come l’identità è in evoluzione: l’identità che aveva un uomo nato nell'Ottocento non è la mia identità.

A.P. - Perciò si potranno perdere certi prodotti o certe produzioni nel tempo?

D.P. - Questo sarà inevitabile, perché verranno meno le materie prime, gli ingredienti e comunque i sapori non sono più quelli originali, ad esempio ci sono molte zone dove si produce formaggio e non c’è più chi produce il latte in zona, oppure dove si producono certi salumi, ma non ci sono in loco gli allevamenti di maiali e allora come si fa...

A.P. - Il futuro che ci attende sarà un futuro di integrazione?

D.P. - Lentamente sarà una grande mescolanza, non so, non so guardare al di là della mia vista, preferisco rimanere nel mio raggio, da qui a vent’ anni ci sarà mescolanza, ma non sarà tale da portare ad una comunanza, ci saranno ancora molte divisioni.

A.P. - In Italia infatti il numero di ristoranti etnici è inferiore rispetto ad altri paesi della Comunità Europea.

D.P. - Certo, perché noi siamo stati molto emigranti e poco ricettori, abbiamo esportato molto anche in termini di cucina; noi in Italia stiamo vivendo ora quello che è successo ad esempio negli Stati Uniti quando siamo arrivati noi come emigranti nel secolo scorso.

A.P. - Un’ultima cosa che riguarda un altro argomento, oggetto anche di un “ring” qui a Taste e di grande attualità. Che cosa pensa della cucina molecolare?

D.P. - Secondo me non esiste una cucina molecolare, è un’invenzione mediatica; esiste una cucina che osserva i fenomeni delle molecole ed interviene senza scombinare niente ed in molti casi senza l’aggiunta di additivi chimici. Credo che la cucina molecolare, così come l’ho descritta deve essere rispettata come le altre; a meno che, come ho detto, non ci sia un intervento chimico o qualcosa di totalmente diverso, io non credo la si debba criminalizzare.
Ritengo che Ferran Adrià sia un grande genio della cucina ed ho molto rispetto di lui e di quello che ha portato avanti, credo che la sua non sia cucina, ma metacucina che ha per me un significato molto diverso. Lui ha rotto gli schemi della cucina tradizionale e quindi lo rispetto, così come rispetto il cuoco che fa le tagliatelle al ragù come si facevano cent’anni fa.
Non mi pongo il problema di come viene fatto in cucina un piatto, ma mi pongo il problema se è buono o non è buono e questo che sia cucina molecolare o meno.

A.P. - Cosa c’è nel prossimo futuro del gastronauta?

D.P. - C’è il sito del “Gatronauta” rinnovato e vari progetti editoriali, e tanti altri....
Mi piace parlare di posti, di piccoli produttori, di personaggi, di piccoli musei,....
A me piace viaggiare in questa maniera, perché credo che il cibo sia un mezzo non il fine, il fine è conoscere i territori e la gente.

A.P. - Allora aspettiamo questi resoconti di viaggio, còlti da un punto di vista diverso, ma alquanto interessante e autentico.

Grazie a Davide Paolini.

Anche quest’anno i motivi per visitare Taste 6 sono veramente tanti, date un’occhiata al calendario ed agli espositori e vedrete.

Ci incontriamo a Taste 2011 allora....


domenica 21 marzo 2010

PESTO GENOVESE E TASTE


L’esperienza di Taste è stata particolare, non solo per tutto quello che vi ho trovato, ma anche perché ho potuto condividerla con due care amiche: Daniela, che già conoscete per le sue eleganti ricette, e Alessia blogger d’eccezione con il suo “Timo e maggiorana”.



La loro compagnia ha reso ancora più divertente ed interessante il contesto, ricco comunque di molti momenti particolari, come ad esempio l’evento legato al Campionato Mondiale di Pesto genovese al mortaio.




La finale del Campionato Mondiale si è tenuta ieri a Genova e, per la gioia dei genovesi, il titolo è tornato in loro mani, grazie alla bravura del vincitore il genovese Federico Ferro.

Ma a Taste, si è tenuta l’ultima eliminatoria per il Campionato, regalandoci così in “anteprima” l’emozione di questo tipo di gara, a cui molto coraggiosamente ha partecipato anche Daniela piazzandosi al terzo posto.

Nove concorrenti, quattro giudici rappresentanti di importanti realtà del settore agroalimentare, tanto entusiasmo e curiosità per il pesto genovese, hanno animato questa allegra competizione.

I contendenti si sono cimentati a preparare il Pesto sotto la guida attenta e premurosa di Roberto Panizza e Sergio di Polo per dell’associazione Palatifini, e la supervisione di Davide Paolini.


Sette esattamente sono gli ingredienti del Pesto genovese: basilico, sale, pinoli, parmigiano reggiano, fiore sardo, aglio, olio extravergine d’oliva; e poi ingrediente aggiuntivo e non secondario, tanta energia per farlo, in quanto la lavorazione deve essere il più possibile breve per evitare l’ossidazione degli ingredienti.

Altra cosa importante è il tipico mortaio di marmo di Carrara ed il pestello di legno, per ottenere la giusta consistenza.

Interessante è stato scoprire che non esiste “Il Pesto”, ma ogni genovese o ligure in generale ha il suo, ognuno con i suoi segreti nella sequenza di lavorazione e nelle dosi dei singoli ingredienti.

Per i dettagli sulla ricetta vi rimando al sito dell’associazione http://www.pestochampionship.it/, perchè bello e pieno di notizie interessanti anche storiche, che merita di essere visitato da tutti gli appassionati di Pesto genovese.

Iniziata la gara, dopo pochi minuti l’aria profumava già di basilico e mentre io ed Alessia ci scatenavamo a fare foto, Daniela si dava da fare con il mortaio.

Bravi tutti i partecipanti, per la giuria non è stato facile decidere quale era il pesto migliore per consistenza, armonia e sapore.


Come si dice “l’importante è partecipare” e la soddisfazione di Daniela, per il suo terzo posto e attestato di partecipazione , non lasciano dubbi su questa massima.













Potrebbero incuriosire
Il basilico re dell'estate in cucina
http://timoemaggiorana.blogspot.com/2010/03/il-viaggio-del-gusto-taste.html

mercoledì 17 marzo 2010

DOPO TASTE


TASTE 2010


Sono rientrata lunedì sera a casa dopo tre giorni a Taste piena di immagini, idee, sapori, profumi, aromi, colori e tanto tanto ancora...

Tanti appunti da riordinare per portare anche a voi un po’ della mia esperienza a Taste.

Questo viaggio con le diversità del gusto, ricco d’incontri e sorprese mi ha permesso di conoscere tanti prodotti d’eccellenza e soprattutto tante persone che con il loro amore e la loro dedizione li rendono possibili; 200 espositori, 200 storie bellissime, come ce ne saranno tante altre da scoprire in giro per la nostra penisola.

Io ne racconterò qualcuna, ma ancora una volta vi invito a ad essere curiosi e a “giocare con le diversità del gusto” ricercando queste realtà d’eccellenza ogni volta che ne avrete l’occasione; magari sono vicine a voi.

Per il momento aggiungo solo che questa edizione di Taste è stata un vero successo, da comunicato stampa di oggi:

“Nei tre giorni del salone sono state oltre 10.000 le presenze alla Stazione Leopolda (13-15 marzo 2010), registrando un aumento del 25% rispetto alla scorsa edizione (erano stati circa 8000 nel marzo 2009).
A questo va aggiunto il pubblico numerosissimo che ha partecipato agli oltre 100 eventi che hanno animato la città - ristoranti, negozi di delicatessen, alberghi, botteghe artigiane, concept store… - nel programma off FuoriDiTaste.”


“Taste sta crescendo – afferma l’amministratore delegato di Pitti Immagine Raffaello Napoleone – e questa edizione dimostra ancora una volta come il salone sia un contesto unico per presentare le eccellenze nel cibo e nel lifestyle contemporaneo. La città ha risposto con entusiasmo, abbiamo avuto tanti visitatori venuti da tutta l’Italia per partecipare al gran tour gastronomico di Taste, e sono cresciuti anche i numeri di buyer e operatori del settore, in totale 1.120 i buyer con un +6,5% rispetto al 2009.
Abbiamo visto anche importanti compratori dall’estero – da Canada, Olanda, Germania, Svezia, Norvegia, Russia, Hong Kong - segno che il salone sta diventando sempre più punto di riferimento non solo per i cultori del gusto, ma anche per il business legato all’enogastronomia d’eccellenza”.

Mi sembra proprio un buon risultato e di buon auspicio per TASTE 2011!

domenica 21 febbraio 2010

TASTE ANCORA!


E sì, la settimana scorsa c’è stata la presentazione della manifestazione alla stampa.
Sul sito di Pitti Immagine troverete il comunicato di apertura della manifestazione, aggiornato con molte notizie in più rispetto a quelle che vi ho passato nel precedente post.

Sono stati anche definiti i contenuti degli incontri organizzati e condotti da Davide Paolini all’interno dello spazio di TASTE RING.
Il calendario dettagliato uscirà più avanti, ma intanto...


I TASTE RING DI QUESTA 5 EDIZIONE

Una serie di incontri e dibattiti, una vera e propria arena cultural-gastronomica sui temi più
caldi legati al gusto e alla cultura contemporanea della tavola: sono i Taste Ring, organizzati e condotti da Davide Paolini, assieme ad alcuni dei più importanti esperti e protagonisti del mondo del cibo.

Questi alcuni dei temi che verranno dibattuti nei giorni di Taste:


“È l’origine a fare la differenza nei prodotti gastronomici?”

Quali sono i fattori che determinano il valore dei cibi d’eccellenza? Se alcuni attribuiscono un ruolo fondamentale all’origine, altri puntano su materie prime, manualità e tecniche di lavorazione.

“La scomparsa dei negozi tradizionali porterà alla scomparsa dei prodotti tipici?”
Esistono nuovi canali per far arrivare al consumatore i prodotti di nicchia, generalmente
veicolati da realtà in progressiva sparizione come negozi di alimentari e boutique del gusto?

“Additivi alla sbarra?”
Additivi e azoto liquido hanno movimentato le cronache gastronomiche dell’ultimo anno.
L’uscita imminente di un provvedimento che vieterà il loro utilizzo nei ristoranti pone degli interrogativi sul loro contenuto nocivo.






Davide Paolini è stato il il primo “giornalista” (lui non ama, però, essere definito così) di cultura enogastronomica che ho iniziato a leggere ancora ragazza. Mio padre, lettore assiduo del Sole 24 Ore, non mancava mai di leggere alla domenica gli inserti di Paolini; spesso me li passava e a volte ne discutevamo insieme.
Allora ero ignara di quanto interesse un giorno avrei avuto per questi argomenti, e quanto il “cibo” sarebbe stato importante nella mia vita, però ricordo ancora quei ritagli di giornale che mio padre teneva da parte quando qualcosa lo colpiva particolarmente. Cosa che ho poi iniziato a fare anch’io.



Ma chi è Davide Paolini?

Sicuramente uno che ama molto il cibo inteso come nutrimento a tutto tondo, non solo fisico, ma anche nei suoi contenuti culturali e storici.

Questo suo amore l’ha portato a dedicare la sua vita alla condivisione di questo valore, attraverso la ricerca, l’esperienza, e la testimonianza di quanto grande sia il patrimonio enogastronomico di cui anche noi, sì proprio io e voi, siamo eredi.


E allora conosciamolo meglio... Davide Paolini in breve

“Romagnolo nel carattere, globetrotter per scelta, rifiuta etichette quali giornalista, esperto, enogastronomo, e si definisce «gastronauta», promotore di un movimento di tendenza di cultura materiale.

Collaboratore del Sole 24 Ore di cultura del cibo dal 1983, conduttore della seguitissima trasmissione «il Gastronauta» su Radio 24, ha scritto molti libri, tra cui: I luoghi del gusto (Baldini&Castoldi), Guida ai ristoranti de Il Sole 24 Ore (in uscita ogni anno), La garzantina dei prodotti tipici d’Italia (Garzanti), Il mestiere del Gastronauta (Sperling&Kupfer), La geografia emozionale del Gastronauta (Sperling&Kupfer) e Le ricette della memoria e l’arte di fare la spesa (Sperling&Kupfer).

Tra le ultime uscite: Cibovagando nei formaggi e nei salumi (Calderini Editore).
Docente all’Università di Parma, è autore di mostre a Bologna,Isera, Riccione e Milano sul tema «Cibo come arte, l’arte come cibo».

Alle spalle anni di attività quale direttore marketing communication in Benetton, compreso il team di Formula 1, poi in una sua azienda che ha creato numerosi eventi nel settore cibo quali Taste a Firenze, Squisito con la comunità di Sanpatrignano, Territori in Festival a Montecatini, Viaggio nelle diversità etc.



IL GASTRONAUTA

Davide Paolini, comunicatore di professione, ha fatto della sua passione per il mondo della gastronomia un vero e proprio lavoro, la cui filosofia si basa sulla ricerca dei prodotti che hanno consentito alla nostra Penisola, di divenire la terra del gusto per antonomasia.

Gastronauta non si nasce, ma si diventa, perché per esserlo serve possedere delle sensibilità, quali l’attrazione del gusto, il friccico del cercare ma non del trovare, il desiderio della convivialità, qualità che consentono di relazionarsi ai prodotti attraverso i cinque sensi, intraprendendo un viaggio metaforico a ritroso per scoprire il percorso di ciò che si sta assaporando.


La parola Gastronauta, quindi, indica soprattutto un approccio, un etica con cui avvicinarsi al mondo del cibo, capace di valorizzare non solo il gusto, ma anche la cultura materiale con la quale prendono vita i prodotti.
Per il Gastronauta, infatti, il prodotto è specchio del suo territorio, strumento di identità locale, ma anche biglietto da visita e mezzo con cui comunicarlo.


Sono questi i principi ai quali si ispira il sito www.gastronauta.it, magazine online che ha lo scopo di valorizzare produttori e prodotti, ma anche luoghi del gusto, e chef che operano secondo tale filosofia.


Nel corso degli anni, inoltre, il progetto Gastronauta ha preso forma anche in alcune manifestazioni di carattere nazionale, in cui gusto, territorio ed eccellenze gastronomiche nazionali sono diventate il motore propulsore di eventi di successo.

Vanno citati a questo proposito TASTE (www.taste-firenze.it) organizzato nella Stazione Leopolda di Firenze in collaborazione con Pitti Immagine, e il FESTIVAL DELLE PASSIONI (www.festivaldellepassioni.it) evento ideato insieme a Roy Paci e all’Arci di Mantova all’insegna delle passioni più forti della nostra italianità, ovvero cibo e musica.”


Ringrazio Pitti Immagine ed i responsabili del sito de il "Gastronauta" per il materiale fornitomi.



Un po' più "gastronauti"?

Guardate anche qui

TASTE 5

sabato 6 febbraio 2010

TASTE 2010

taste 2009


Penso di fare cosa gradita a segnalarvi questo evento che si terrà a Firenze dal 13 al 15 di marzo in una cornice particolare e suggestiva quale è la ristrutturata Stazione Leopolda.

Del resto non poteva essere diversamente visto che “TASTE”, oramai alla sua quinta edizione, è organizzato da Pitti Immagine e non c’è dubbio che di gusto, stile, moda e tendenze loro se ne intendono.

Ma se questo non dovesse bastare ad incuriosirvi e a farvi venir la voglia di darci un’occhiata di persona, vi dirò anche che questo evento è il risultato della collaborazione tra Pitti Immagine e Davide Paolini; sì proprio lui, una delle più belle ed autorevoli “penne” dello scenario culturale gastronomico italiano, e per me il “gastronauta” per definizione.


Secondo voi come può essere allora, un’evento che nasce da questo incredibile connubio?


Spero avrete voglia di scoprirlo, e, ne sono certa, non resterete delusi nel percorrere questo viaggio nella cultura enogastronomica contemporanea dove il “gusto” viene colto nella sua dimensione di valore trasversale della nostra epoca.


Viaggio che si sviluppa in ben 5 tappe tutte interessanti dense e intense di cose da scoprire, assaggiare, gustare.


In particolare desidero segnalare due momenti della manifestazione, il primo è Taste Ring, una delle 5 tappe, dove Davide Paolini stesso terrà degli incontri aperti al pubblico su argomenti di grande interesse ed attualità per il mondo dell’enogastronomia; l’altro è “Fuori di Taste”, ossia tutta una serie di eventi di vario genere organizzati in Firenze a cui partecipare al di fuori del salone.

Ultima cosa: io ci sarò, quindi perchè non darci un’appuntamento ,nel caso qualcuno di voi sia presente, per incontrarci, conoscerci e passare un po’ di tempo insieme all’interno di un’evento così interessante per la passione che ci accomuna o per semplice piacere, curiosità, amicizia?



Chi di voi desiderasse contattarmi per incontrarci a Taste, questa è la mail:

gustosamenteinsieme@gmail.com
....


E se non vi ho incuriosito abbastanza...leggete qui





UN OSSERVATORIO UNICO DEL GUSTO: È TASTE N.5,
DAL 13 AL 15 MARZO 2010 ALLA STAZIONE LEOPOLDA DI FIRENZE
3 GIORNI DI ASSAGGI, SCOPERTE, ACQUISTI, EVENTI E LIFESTYLE
DEDICATI AL GUSTO.
E FIRENZE SI ACCENDE CON GLI EVENTI DI FUORIDITASTE

In viaggio con le diversità del gusto è il salone del gusto e delle idee organizzato da Pitti Immagine dal 13 al 15 marzo 2010, nei suggestivi spazi della Stazione Leopolda, dedicato alle eccellenze e alle biodiversità della tavola nell’era globale.


Nato dalla collaborazione di Pitti Immagine con Davide Paolini - gastronauta, scrittore e giornalista di cultura gastronomica – il salone si svolge ogni marzo alla Stazione Leopolda di Firenze ed esprime, attraverso modalità molto innovative legate ai concetti di Nutrizione, Senso estetico e di Lifestyle, un’interpretazione contemporanea della cultura enogastronomica nella società odierna: il gusto come valore trasversale della nostra epoca.

Taste - alla sua quinta edizione - è un osservatorio unico del gusto, che si differenzia nettamente dagli altri eventi nel panorama internazionale dell’enogastronomia, e si sviluppa in 5 tappe:

Taste Tour: l’originale percorso alla scoperta e alla degustazione dei prodotti proposti dalle aziende, per conoscere e approfondire le ricchezze gastronomiche del nostro paese;


Taste Tools: gli oggetti di food & kitchen design, i capi di abbigliamento, le attrezzature tecniche e professionali legate al mondo della tavola e della cucina


Taste Press: una selezione di riviste e progetti editoriali dedicati all’eno-gastronomia;


Taste Shop: l’esclusivo negozio dove acquistare i prodotti in esposizione, un grande department store legato al cibo;

Taste Ring: dibattiti, abbinamenti audaci e curiosi tra cibi e bevande, incontri con i protagonisti della cultura contemporanea della tavola, l’arena cultural-gastronomica sui temi più caldi del lifestyle legato al gusto.


Saranno presenti oltre 170 aziende, selezionate tra le migliori produzioni specializzate da tutta l’Italia: dalla vellutata al Tartufo nero ai cioccolatini al Parmigiano Reggiano, dalla passata di pomodorini Prunilli al miele d’Erba Medica, dalla pasta secca all’uovo lavorata a mano su trafile di bronzo al prosciutto al forno Medioevale, fino al formaggio stagionato di latte di bufala, la confettura all’aceto balsamico e la marmellata di olive taggiasche.


Nel corso delle edizioni, Taste è diventato un vero e proprio salotto del gusto, in cui si incontrano i migliori operatori italiani e internazionali dell’alta gastronomia, e un’attrazione per l’esigente e vasto pubblico di cultori del cibo di qualità: oltre 8.000 visitatori, e grande attenzione da parte di stampa e televisioni.

Tra le aziende presenti all’ultima edizione segnaliamo: Antica Corte Pallavicina, Barbero Cioccolato, Bisol & Jada, Birrificio Baladin, Azienda Agricola Czarnocki Lucheschi, Cioccolato Peyrano, Confetti Pelino, Consorzio di Tutela del Pane di Matera I.G.P., DA RE Spa - I Bibanesi, Distilleria Varnelli, Donnafugata, Giordano 1938, Giraudi srl, Luigi Guffanti Fiori Formaggi 1876, Pastai Gragnanesi Soc. Coop., Pastificio Benedetto Cavalieri dal 1918, Pastificio Caponi, Prosciuttificio Dok Dall'Ava srl, S.Ilario, Rondolino Società Cooperativa Agricola, Salumificio Mec Palmieri, Torrefazione Caffè Lelli, Torta Barozzi Pasticceria Gollini, 3 C di Pistocchi Claudio e C. e Ursini srl.

FUORIDITASTE: GLI EVENTI DEL GUSTO ACCENDONO LA CITTA’
Si chiama Fuoriditaste ed è il programma off del salone: il calendario di eventi enogastronomici che coinvolge Firenze nella settimana di Taste, e vede protagonisti ristoranti, gastronomie, boutique, gallerie d’arte, teatri e musei della città.

Alla prima edizione, nel marzo 2009, Fuoriditaste ha riscosso un grandissimo successo di pubblico e critica, con oltre 40 eventi organizzati in altrettante location d’eccezione della città.
Firenze si conferma così internazionalmente come uno dei luoghi fondamentali della tradizione, della produzione, e dell’esperienza più contemporanea del gusto, del cibo e del vivere di qualità.

www.fuoriditaste.com

Organizzato da:
PITTI IMMAGINE SRL

CENTRO DI FIRENZE PER LA MODA ITALIANA
con la collaborazione di
STAZIONE LEOPOLDA
e GASTRONAUTA

Per maggiori informazioni: www.tastefirenze.it


Ringrazio l'organizzazione di Pitti Immagine per il materiale concessomi e la disponibilità e cortesia dimostratami.


taste 2009